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Il Napoli deve imparare dal rugby la tecnica del fallo

Se Napoli-Verona sia stata una partita di calcio o di rugby ancora non lo si è capito. Il giovanissimo arbitro Ayroldi, invece, ha gradito molto i placcaggi dei giocatori del Verona che, in assenza di tecnica, hanno saputo fermare le ripartenze degli azzurri. Difficile esaminare la partita da un punto di vista tecnico: il Napoli si è un pò allungato e non ha saputo adeguarsi al nuovo calcio che emerge.

Da anni, il Napoli è la squadra più corretta in Italia secondo le statistiche CIES che hanno posto il Verona (di Juric ) al primo posto con un fallo ogni 5 minuti e 54 secondi mentre il Napoli si classificava ultimo con un fallo ogni 9 minuti.

Nessuno è in cerca di alibi per un pareggio che lascia l’amaro in bocca e forse anche tanta rabbia, ma Spalletti ha detto alla fine che “va accettato”. Il Napoli era sbattuto contro il bunker del Torino (di Juric), dell’Udinese e della Salernitana, ma quello del Verona ha tenuto anche con il rientro di Osimhen, Insigne e Fabian. In difesa però non c’era il comandante che, per Spalletti è molto, molto di più di un difensore: Juan Jesus ha fatto il suo “mestiere” con sufficiente attenzione e concentrazione, ma Spalletti ha ribadito ancora che “ci vuole più qualità nella costruzione”. Ecco l’importanza di Koulibaly sempre più sfacciato a tentare il colpo del centravanti.

Il Napoli sapeva che avrebbe incontrato una squadra aggressiva ed ha tentato un approccio veemente anche se il Verona si è fatto avanti al 12° con una botta di Caprari.  Un minuto dopo Barak lascia Mario Rui sul terreno e crossa per Simeone che anticipa Rrahmani e infila Ospina. Il pareggio un minuto dopo ad opera di Di Lorenzo illude gli azzurri che è questione di poco per giungere alla vittoria.

Il filo sottile della psiche che può aver paura e deprimersi o sentirsi superiore e sbattere: l’equilibrio è questo e il Napoli contro il Verona non si è depresso ma è diventato nervoso nel non centrare l’obiettivo sentendosi  accerchiato, picchiato dall’avversario che anche in area di rigore (almeno due )  ha potuto fare quel che serve per fermare l’avversario. L’arbitro Giovanni Ayroldi, forse un po’ acerbo nel dirigere partite con diverso spirito agonistico, non è sembrato all’altezza del compito fischiando ciò che poteva lasciar andare e non valutando falli evidentissimi o falli simili fischiati a discrezione del momento. Alla fine ha ricordato il regolamento; alla fine ha lasciato che una partita fosse indirizzata in un verso; alla fine qualcuno potrebbe chiedersi  ancora una volta il perchè di un VAR a due velocità.

 

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