Il Napoli di Ancelotti è una realtà

Era prevedibile che si sarebbe visto tutto quello che è accaduto ieri sera allo Stadium, spalti compresi. Non erano prevedibili una conferma e una notizia.

Partiamo dalla conferma: il Napoli di Ancelotti c’è, sta lavorando e studiando per diventare una grandissima squadra. La prima metà del primo tempo ha dimostrato che l’idea di gioco su cui si sta lavorando in casa Napoli è quella giusta.

Certo si dovrà apportare qualche correttivo ed in questo la società è impegnata sin da gennaio a pensarci ed a trovare almeno due soluzioni alternative da consegnare nelle sapienti mani di Ancelotti.

Forse una potrebbe essere rappresentata dal recupero di Ghoulam ma è presto per dirlo, bisognerà vedere come l’algerino tornerà una volta definitivamente disponibile per il campo.

L’altra riguarda il centrocampo dove sarà necessario trovare un sostituto di Allan, che è pensabile non riuscirà a giocare tutta la stagione sempre a questo ritmo.

La squadra ha subito, è vero, la reazione della Juventus sino al pareggio ma, a parte la rete nata da un errore azzurro ed un intervento di Ospina, non ha concesso poi tanto ai bianconeri.

Poi quando le cose potevano prendere una piega diversa ci ha pensato “la superficialità” dell’arbitro a chiudere i giochi.

A proposito, quanti hanno sottolineato lo stile di Ancelotti quando ha definito Banti in questo modo e quanti hanno notato che, come ha puntualizzato il tecnico emiliano, l’arbitro non aveva fischiato l’intervento di Mario Rui e solo dopo le proteste di mezza squadra juventina l’ha fatto, comminando la seconda ammonizione e quindi l’espulsione?

Solo La Gazzetta dello Sport di stamattina ha evidenziato come non ci fosse il primo giallo sul portoghese e come fossero stati “superficialmente” graziati Chiellini e Alex Sandro.

Se si riesce a modificare anche il senso delle immagini, allora le partite giochiamole al subbuteo.

La notizia è chiaramente quella che ha diffuso Marotta, che ha serenamente annunziato di essere stato fatto fuori, lui amministratore delegato, dal cda della Juventus; ci sarebbe da aggiungere, senza che se ne possa capire la ragione.

Forse Andrea Agnelli intende svecchiare? Ce ne faremo tutti una ragione anche perché, detto tra noi, Marotta non è propriamente un simpaticone.

Chiusura doverosa su Allegri. L’anima candida livornese, come quella di Banti, non ha sentito i cori contro il Napoli. E’ un bravo allenatore, ed è oggi un uomo di successo dopo una mediocre carriera da calciatore, ma soprattutto è una persona meschina. L’ambiente nel quale lavora oggi è quello giusto per lui ma i successi, la gloria, il denaro gli avrebbero dovuto insegnare altro. Però Allegri ha una valida giustificazione: è toscano come Spalletti, Mazzarri, Lippi, Orrico e Sarri: che bella compagnia!

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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