Il Napoli e la sua storia. Palermo 1969: il gesto dell’ombrello di Altafini, Ferlaino col giubbotto e Reja in rosanero

Il Napoli 1968-69, da sinistra: Zoff, Stenti, Nardin, Miceli, Zurlini, Montefusco, l'allenatore Chiappella. Accosciati: Canè, Juliano, Nielsen, Altafini e Barison

Il confronto Palermo – Napoli potrebbe essere definito il derby del Regno delle due Sicilie.
Per gli amanti della statistica a Palermo la squadra di casa vanta nei confronti con gli azzurri: 8 vittorie, 10 pareggi e 6 sconfitte. La partita scelta, per questo viaggio nel passato, è piuttosto vecchia ma è rimasta nella memoria per tutto quanto accadde.

La storica immagine di Palermo con Juliano che tenta di bloccare Altafini ma non ci riesce
La storica immagine di Palermo con Juliano che tenta di bloccare Altafini ma non ci riesce

Si tratta di Palermo – Napoli del 16 marzo 1969 terminata 3 a 2 per gli azzurri e poi mandata in archivio per 2 a 0 dalle decisioni del famoso giudice sportivo Alberto Barbè.

Cosa accadde quella domenica di primavera allo stadio “La Favorita” di Palermo, non ancora intitolato a Renzo Barbera? Di tutto.
In quel Napoli giocavano: Zoff, Guarneri, Zurlini, Bianchi, Juliano, Montefusco, Sala, Altafini, Nielsen e Barison. La squadra terminò il campionato al 7° posto sotto la guida di Chiappella, sostituito per un periodo da Egidio Di Costanzo. Faceva parte della rosa, ad inizio campionato anche Omar Sivori, ma dopo la gara del 1 dicembre con la Juve il “cabezon”, pesantemente squalificato, si ritirò, questa però è un’altra storia.
Torniamo a Palermo. Il Napoli parte all’attacco. Al 19′ Paolone Barison, porta in vantaggio gli azzurri. Il Palermo reagisce e con una doppietta di GaetanoTroja, centravanti dal fisico possente, “Tanino” per tutti i suoi concittadini, a cavallo tra primo tempo e inizio della ripresa si porta in vantaggio per 2 a 1. Entra a questo punto in ballo l’arbitro Sbardella. Non concede un rigore reclamato dai rosanero ed assegna la massima punizione, dubbia, qualche minuto dopo al Napoli. Il pubblico sugli spalti ed i giocatori in campo protestano con veemenza. Subissato da una batteria di fischi,

Edoardo Reja in rosanero
Edoardo Reja in rosanero

Altafini batte e realizza, e rivolto al pubblico, che lo aveva beccato sin dall’inizio della partita, fa il famoso gesto “dell’ombrello”. Si scatena il putiferio. E quando al 32′ del secondo tempo Miceli regala la vittoria al Napoli, il pubblico esplode in urla, grida, minacce. Al termine della

partita: invasione di campo, raid in camionetta, Sbardella lascerà il campo in elicottero, Ferlaino in giubbotto antiproiettile verrà scortato dai carabinieri e la squadra uscirà dallo stadio nei cellulari della polizia. Un macello. Ci saranno addirittura strascichi legali. Si dirà anche di un furioso intervento di Ferlaino nello spogliatoio dell’arbitro nell’intervallo. Un’ultima notazione. In quel Palermo giocava, proprio dall’inizio di quel campionato, Edoardo Reja che resterà in rosanero per cinque stagioni collezionando 124 presenze ed un gol.
Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 751 Articoli
Giornalista

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