Il Napoli e l’obiettivo leggendario, più azzurro che bianconero

E’ facile, oggi, dopo la prestazione del Napoli in Europa League, parlare di poca maturità dei giocatori, di troppo turnover da parte dell’allenatore, del poco attaccamento dei tifosi alla competizione e poi di tanto altro ancora, ritornando magari sul mercato di gennaio.

Sono tutti argomenti attinenti alla prestazione offerta dal Napoli ma hanno tutti un fondo di ingratitudine e di poca lucidità.

I più attenti avranno notato che, tra le cinque squadre italiane impegnate in questa tornata, solo l’Atalanta ed il Milan (unica vincente) hanno messo in campo la determinazione necessaria per affrontare l’avversaria di turno.

Juventus, Napoli e Lazio hanno fallito. Eppure occupano i piani alti della classifica del campionato italiano. Sarebbe stato lecito attendersi molto di più da queste tre squadre, in attesa di vedere cosa saprà proporre la Roma, soprattutto quando si varcano i confini nazionali.

E’ probabile che la risoluzione più ovvia, più scontata sfugga nei ragionamenti elaborati nel dopo partita, ma c’è, invece, da chiedersi quanta adrenalina e quante energie nervose vengano assorbite dalla Serie A, l’unico campionato, tra i cinque più importanti d’Europa, dove a 2/3 di stagione la situazione presenti ancora un’incertezza al vertice.

La serie A è da qualche anno il limite del calcio italiano. La dittatura imposta dalla Juventus ha creato solo macerie. L’incapacità di rialzarsi da parte delle due milanesi, nonostante capitali stranieri e continue rivoluzioni, è un po’ la cartina di tornasole della riflessione.

Qualcuno avrà ascoltato con attenzione le dichiarazioni di Allegri, dopo la figura poco brillante rimediata dalla sua squadra con il Tottenham?

hamsik-696x392Il toscano, notorio urlatore da quando è in bianconero, a Milano non si comportava così, ha richiamato all’ordine quelli che stavano mettendo in discussione il gioco ed i risultati della sua squadra motivando la sua levata di scudi con una dichiarazione emblematica: «Il nostro obiettivo primario è il settimo scudetto di fila. Sarebbe leggendario».

Come la si vuol mettere a questo punto. Il Napoli doveva puntare decisamente all’Europa League, dove per arrivare alla finale occorrerà giocare ancora 7 partite, oltre il ritorno a Lipsia, con probabile difficoltà crescente, oppure…?

La domanda resta lì e ognuno potrà darsi la sua risposta.

Nel frattempo, per chi non lo avesse compreso, è normale parlare di poca maturità della squadra ovviamente in campo internazionale, è ovvio criticare l’ampio turnover anche se prima della gara sembrava una scelta obbligata, è facile dire che il pubblico ha scelto l’obiettivo visto che sfugge come non sia alla portata di tutti, soprattutto oggi, acquistare tre tagliandi in una settimana e, per finire, tornare a parlare del mercato è stucchevole oltre che inutile.

Sarri ha fatto bene a richiamare la squadra. Le sue parole non hanno altro scopo che quello di ricordare ai suoi uomini che da qui a maggio non saranno consentite altre distrazioni. Si viaggia generalmente per gradi.

Sarebbe il caso di cercare con tutte le forze di interrompere la dittatura bianconera, nefanda per il calcio italiano, per poi attaccare anche in Europa, dove il Napoli ha già fatto vedere di poter replicare il suo gioco, aspettando la completa maturazione di alcuni giovani già in rosa e mettendo a disposizione di Sarri qualche altra pedina di spessore. E sarebbe il caso che prima di parlare ognuno ricordasse quello che questa squadra sta facendo quest’anno. Forse sarebbe più leggendario interrompere questo ciclo, che appare infinito, piuttosto che magari fermarsi in semifinale di EL come accaduto nell’era Benitez.

Giovanni Gaudiano

 

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 751 Articoli
Giornalista

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