Il Napoli perde la sua identità e cade a Firenze

Il copione del campionato sembra chiudersi. Le squadre arrancano, la giornata ha evidenziato un’evidente stanchezza soprattutto al vertice e una mancanza di lucidità condivisa anche dai direttori di gara.

Dal Meazza al Franchi le due partite decisive sono state orientate dalle decisioni arbitrali giunte più o meno allo stesso minuto. L’Inter di Spalletti ed il Napoli di Sarri hanno dovuto giocare con le energie a disposizioni in questo periodo ben 85′, compresi recuperi, in inferiorità numerica.

La Juventus ha approfittato della superiorità numerica e della sua panchina lunga formata da ottime individualità per cogliere nel finale di gara una vittoria apparsa come un premio eccessivo.

Il Napoli ha subito l’inferiorità numerica e con essa lo scombussolamento di una squadra che non è riuscita nell’arco di tutto l’incontro a ritrovare il suo gioco, quello che l’ha portata sin qui.

Questo non cancella l’ottima partita giocata dalla Fiorentina ma forse spiega cosa sia successo senza insistere sul contraccolpo psicologico della gara vinta in “zona Cesarini” dalla Juventus a San Siro.

La squadra azzurra è apparsa slegata, lunga, incapace di fraseggiare e di costruire un’azione incisiva.

La mossa di Sarri di inserire Tonelli sostituendo Jorginho, dopo l’espulsione di Koulibaly, era il tentativo di giocare la partita per vincerla. Non ha prodotto i risultati sperati anche perché la Fiorentina a quel punto ha saputo conquistare la supremazia a centrocampo ed organizzare al meglio il proprio gioco fatto soprattutto di ripartenze in contropiede.

Adesso appare probabile che anche per quest’anno la dittatura bianconera non verrà interrotta. Sarebbe, però, un errore per il Napoli pensare di dover ripartire da zero. Sarebbe un errore interrompere il progetto tecnico avviato da Sarri. Qualche cambiamento, gioco forza, si dovrà fare ma una rivoluzione vera e propria non dovrebbe essere necessaria per pensare di competere ancora di più il prossimo anno.

Sono state tante e diverse le valutazioni del dopo Firenze, sono stati tanti i dietrofront fatti da chi solo qualche giorno fa si esprimeva con altri termini.

Il Napoli, la società, i napoletani vanno elogiati come sono invece da stigmatizzare gli inqualificabili striscioni fiorentini e la decisione di una società, poco lungimirante, di lasciare una curva praticamente vuota pur di non consentire una maggiore presenza di tifosi azzurri.

Giovanni Gaudiano  

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 748 Articoli
Giornalista

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