Il Napoli subisce il poker dalla Samp. La ferita di Kiev è ancora aperta

878210298ba9f4ae42fd8e4747377fe8-62762-28258f8917d2996ed86be1415a569edeUna disfatta, purtroppo, lascia sempre un segno. A volte questo segno viene fuori nel momento più inatteso, mettendo in discussione tutti i progressi fatti per guarire. Il Napoli Primavera si stava curando bene dopo la batosta ricevuta sul campo della Dinamo Kiev, ma oggi ha ricevuto il secondo 4-1 della stagione che solleva tutta una serie di punti interrogativi a cui è difficile dare una risposta immediata.

Andando con ordine, bisogna subito sottolineare che la squadra di Saurini ha disputato un grande primo tempo, mettendo sotto dal punto di vista organizzativo e tattico la Sampdoria. Azioni corali e manovrate con cambi di gioco da fascia in fascia e diverse palle goal sciupate proprio dal numero 9 Negro che oggi è apparso poco brillante e lucido per tutto l’arco del match, anche se tale giudizio è viziato dal fatto che il centravanti in ogni partita è sempre decisivo per la sua squadra ed ogni tanto può capitare che qualcosa vada storto.

Nella ripresa il meccanismo si è inceppato, non ha funzionato come nei primi 45′ per tutta una serie di motivi: forse il caldo, il diverso atteggiamento dei liguri che si sono riproposti con una squadra più alta ed aggressiva con l’intento di soffocare il nucleo del gioco azzurro, la stanchezza, forse semplicemente una serie di episodi sfortunati che ha determinato il brutto esito della partita. Sta di fatto che si è assistito ad una versione giovanile de “Il dottor Jekyll e Mr Hyde” che già in una categoria come quella Primavera, sia in campo nazionale che internazionale, non può essere ammessa, dato che i ragazzi impiegati a tale livello un domani andranno a rimpiazzare i giocatori di oggi. Le prime due reti della Sampdoria firmate da Vrioni e Balde, fratello del Keita laziale e autore di una tripletta, sono viziate da fuorigioco sospetti per il troppo vantaggio che i vertici offensivi avevano rispetto alla retroguardia azzurra. Ciò non toglie che disattenzioni del genere vengono severamente punite, come in questo caso. L’espulsione per proteste di Lasicki, che invece più di tutti dovrebbe mantenere la calma in queste situazioni delicate essendo un classe ’95 e quindi più grande di tutti gli altri in campo, è stata la ciliegina su una torta molto brutta e dal sapore orribile, il cui responsabile altri non può essere che il pasticciere, ovvero il tecnico Saurini. La rete del momentaneo 2 a 1 ha restituito una speranza durata soltanto pochi minuti e subito abbattuta dalle altre due reti di Balde tutte in contropiede ed in velocità contro una difesa oramai allo sbando.

1473710093_633Una parentesi, come accennato qualche rigo fa, va aperta su Giampaolo Saurini. Il Napoli dai due volti visto a Kiev ed oggi può essere corretto ed, al tempo stesso, spiegato soltanto da lui. Il nervosismo continuo a bordo campo e i continui rimproveri al terzino D’Ignazio per gli errori commessi non hanno fatto altro che peggiorare il rendimento di quello che, a tutti gli effetti, è un semplice ragazzo che sta crescendo e che ha bisogno di essere guidato in questa sua crescita sportiva. Questi episodi non passano inosservati e rappresentano la prima palese chiave di lettura per capire il rendimento poco continuo di questa squadra. Come i ragazzi hanno molto da imparare per poter perpetrare le loro carriere da calciatori e farsi apprezzare nei massimi campionati, così anche il tecnico deve perfezionare il modo di stare in panchina, facendo prevalere un atteggiamento più tranquillo (la famosa atarassia epicurea) in modo tale che anche i ragazzi in campo possano metterlo in pratica in situazioni più complesse.

Il prossimo appuntamento sarà mercoledì al campo Ianniello di Frattamaggiore dove gli azzurrini affronteranno il Benfica per il secondo turno del girone di Youth League.

Lorenzo Gaudiano

 

Lorenzo Gaudiano
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