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Il nuovo stadio: scontro Inter – Sala

Giuseppe Sala, sindaco di Milano aveva chiesto a Inter e Milan di abbassare i toni sul progetto del nuovo stadio e non trasformarlo in un tema elettorale. Eppure, lo stesso Sala, allarmato dalla situazione incerta circa la proprietà dell’Inter ha detto, rompendo il silenzio che lui stesso aveva chiesto: “Non è che posso affidare un quartiere della città per un così lungo periodo a realtà di cui non è certa la proprietà futura. Parlo con rispetto di Zhang però devono necessariamente chiarire il futuro della società, fino ad allora credo che sia logico fermarsi”.

Queste parole ritenute offensive, hanno scatenato una dura reazione dell’Inter che ha così replicato: “Troviamo le dichiarazioni del Sindaco di Milano offensive nei confronti della Proprietà, irrispettose verso la storia e la realtà del Club e i suoi milioni di tifosi a Milano e in tutto il mondo nonché irrilevanti rispetto all’attuale iter amministrativo del progetto Un Nuovo Stadio per Milano”.

Reazione dura  del club che ha voluto  richiamare il sindaco alle sue responsabilità. Da una parte Sala tentenna, dall’altra  le società hanno  convenienza ad accelerare e per tale ragione hanno risposto a tutte le richieste del Comune (come gli aggiornamenti e i chiarimenti presentati a Palazzo Marino a febbraio). Ultimo, ma non certo per importanza, ha ricordato Calcio e Finanza, non ha certo aiutato il fatto che Sala si sia schierato insieme ai Verdi europei, da sempre contrari al nuovo San Siro, verso le prossime elezioni.

Se prima, con le elezioni a Milano previste a maggio, era ovvio e accettato anche dai club che sarebbe stata la prossima Giunta a dover rispondere sulla pubblica utilità del progetto (considerando anche l’impegno del Comune per contrastare la pandemia Covid), ora invece con il voto slittato a ottobre le società non possono permettersi di perdere un altro anno aspettando che Sala prenda una posizione sullo stadio. E non è un caso, in fondo, se l’Inter abbia chiuso il comunicato con quella che è sembrata quasi una minaccia: “Se dovesse essere confermato che l’Inter e la Proprietà non sono gradite all’attuale amministrazione, sapremo prendere le decisioni conseguenti”. Il famoso piano B, a cui sia Inter che Milan pensano sempre più.

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