IL POTERE USA IL CALCIO

Joseph Blatter correrà per il suo quinto mandato. Il Presidente della FIFA, il massimo organismo mondiale, ha fatto in modo che il Congresso della Fifa rigettasse i limiti d’età e di mandato. Un sultanato cui neanche il Presidente dell’UEFA, Michel Platini ha potuto nulla. Per ora. Vent’anni li separano e tante vicende poco chiare li avvicinano. Di Blatter, recentemente, ha parlato il presidente della federcalcio inglese Triesman: “Ho paura che la Fifa sia guidata come una famiglia mafiosa. Ha una lunga tradizione di bustarelle, tangenti e corruzione”. E per dare smalto alla sua campagna elettorale, Blatter ha annunciato la moviola in campo: quando? Si vedrà: forse per gli Europei. Intanto la tecnologia per accertare gol, non gol. Lo spray per delimitare la barriera (e l’arbitro Rizzoli dovrà imparare ad usarla per non sporcare gli scarpini), il time out quando si superano i 32°. Un grande spot considerando che il costo dei diritti televisivi è cresciuto di 1,1 miliardo rispetto al mondiale 2006, un business che gonfia il bilancio della Fifa che rappresenta 209 Paesi.
Qualcuno tenta di fermarlo come Greg Dyke, presidente della Football Association (FA) e il suo vice David Gill che ritengono la “sua immagine di danno alla Fifa stessa”. Il Sunday Times ha pubblicato un’inchiesta in cui rivela che “siamo in possesso di documenti segreti tra lettere e trasferimenti bancari” per dimostrare che Mohamed Binn Hamman, ex delegato Fifa per il Qatar, nel 2010, abbia pagato  mazzette per oltre 5 milioni di dollari per assegnare i mondiali del 2022 al Qatar. Indagini a tutto campo, perfino del Fbi per provare la corruzione di Hamman che viene squalificato a vita quando alla vigilia delle elezioni, tenta di contrastare il sultano. 
Così nel 2011, Sepp Blatter rinnova il suo potere e all’unico possibile rivale, Michel Platini fa intravedere la possibilità che nel 2015 sarebbe stato il suo successore. Da qui, la guerra fredda e per tutelarsi, Blatter ha dichiarato che il Mondiale in Qatar è stato uno sbaglio perchè fa caldo (!) ma che su questa decisione avrebbero influito le “pressioni” del governo francese. Un’accusa neanche indiretta a Platini, amico dell’emiro del Qatar, Tamin bin Hamad Al Thani che, prima dell’assegnazione dei mondiali del ’22, accompagnò l’emiro a cena, all’Eliseo con Nicolas Sarkozy.
Platini si difende accusando “le società opache  sono proprietarie di star del calcio, ma hanno sede in paradisi fiscali e controllate da intermediari sconosciuti…” Eppure l’avvocato Laurent Platini, figlio di Michel  lavora dal 2011 per la Qatar Sports Investment, una branca della QIA, società che controlla il PSG.
In tutta questa squallida storia trova posto anche il due volte pallone d’oro Karl-Heinz Rummenigge che nel 2013 fu fermato al ritorno da Doha (capitale del Qatar) con due Rolex d’oro (250mila euro) non dichiarati alla dogana ed anche Franz Beckenbauer che è stato accusato di aver violato il codice etico, rifiutando di collaborare con gli inquirenti.
Nel frattempo in Qatar, secondo un’inchiesta portata avanti dal Guardian, migliaia di lavoratori nepalesi partecipano alla costruzione di immensi stadi come moderni schiavi, privati dei documenti e di qualunque diritto: anche della vita considerando che tra giugno e agosto dello scorso anno sono morti 44 giovani e giovanissimi stroncati da infarto o da incidenti.
Nel 2022 si svolgeranno i Mondiali in un clima di festa e bagliori. Sotto il tappeto volante nessuno guarderà. Nessuno vorrà sapere. Nessuno vorrà ricordare. Si giocherà nel clima desertico con 50 gradi.
Diana Miraglia
 
Diana Miraglia
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Giornalista

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