Il presente è (bianco)nero, il futuro è azzurro

JUVENTUS – NAPOLI 3 – 1

Settima vittoria per la Juve che per la prima volta indossa l’ abito buono per vincere con il divino CR7 che ha voglia di risplendere alla luce dei riflettori come una prima donna: ma tre gol della Juve e nessuno timbrato da lui. Il Napoli inizia bene, anzi benissimo e al 10° passa in vantaggio con un’azione da manuale; poi inizia ad abbassare le linee tentando di gestire il gioco di una Juve che fino a quel momento appariva vulnerabile. Ma era solo questione di tempo e Ronaldo aveva finalmente trovato “la partita” per esaltarsi: la sentiva come un ricordo di Real Madrid-Barcellona e proprio lui comincia a dare il “la” per la rimonta che arriva al 26° proprio da un suo splendido assist per Mandzukic. Nella ripresa, al 4° minuto la Juve raddoppia con un gol di Mandzukic rimpallata dopo il tiro di Ronaldo: una doccia fredda che però non annienta il Napoli fino al 13° quando Banti mostra per la seconda volta il giallo a Mario Rui. In inferiorità numerica e all’Allianz Stadium si correva il rischio di un cappotto, e invece Josè Callejon si divora il gol del 2-2 lasciando che la gran signora potesse calare il tris. Non è stata la miglior partita per Insigne e Hamsik, (e tanto meno per Rui) ma nemmeno la miglior partita per il signor Banti che, in via precauzionale, sarebbe da evitare per dirigere i bianconeri.
Nel primo tempo il Napoli, in formazione tradizionale con gli 11 più affiatati e un attacco leggero (Insigne-Mertens) mette in affanno i bianconeri: Zielinski prende un palo da 25 metri e al 10° Allan-Callejon-Mertens confezionano un gol su misura per beffare il portiere. Il Napoli però si abbassa con Insigne e Mertens che entrano in ombra come un’ eclisse, mentre Ronaldo alza il tiro, anzi per due volte chiama Ospina a bloccare. Al 26° il gol del pareggio con un assist di Ronaldo per Mandzukic che liberissimo in area può insaccare. Nel secondo tempo, al 4° arriva il raddoppio della Juve con una giocata di Ronaldo che prende il palo: la palla rimbalza come un dono per Mandzukic che liberissimo in area deve solo spingere. Sul 2-1 il Napoli prova a reagire ma al 13° Mario Rui vede il giallo per la seconda volta lasciando il Napoli in 10. Ancelotti manda in campo Malcuit e Milik (per Mertens) e poco dopo Fabian Ruiz per Hamsik: la gara sembra segnata, eppure Callejon ha la palla del 2-2. Fosse entrata, la gara avrebbe forse trovato altra conclusione. Invece arriva il terzo gol segnato da Bonucci che non smentisce mai la sua finezza in campo.

Resta l’Allianz un bunker dove si gioca sporco nel campo e sulle tribune con un arbitro che finge di non sentire cori degni dello stadium e di non vedere testate (abituali di Bonucci), fallacci su Rui (che giustamente è stato espulso) o su Insigne. Ma è ordinaria amministrazione. Il Napoli è una grande squadra, “forse” ha temuto di vincere, “forse” occorrono arbitri europei. “Forse” è stato bene perdere lo scontro diretto il 29 settembre contro un’avversaria che temeva molto il Napoli ma non l’arbitro. E anche Ancelotti, in conferenza stampa sembra soddisfatto della propria squadra: “Non siamo molto distanti, dobbiamo gestire meglio il momento difficile quando non riuscivamo a palleggiare, poi si tratta di squadre diffeenti e dobbiamo migliorare il gioco collettivo, lo sappiamo, e avere più esperienza nella gestione perchè quando vieni qui sai che il rmomento difficile ti arriva.” Il rammarico resta come la certezza che il Napoli è una grande squadra

Diana Miraglia

Diana Miraglia
Informazioni su Diana Miraglia 1998 Articoli
Giornalista

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