Il sabato del vincere facile: la filosofia del calcio italiano sempre più in crisi

Gli anticipi della trentaseiesima giornata si sono conclusi come tutti avrebbero potuto prevedere. Il Milan ha avuto vita non facile ma facilissima contro il Verona (4-1 con reti di: Calhanoglu, Cutrone, Abate, Lee e Borini), mentre la Juventus (3-1 contro il Bologna con reti di: Verdi rig., De Maio aut., Khedira e Dybala) ha messo un’ipoteca bella grande sul settimo Scudetto consecutivo, un record maestoso nel campionato italiano.

Tra l’altro Milan e Juve si affronteranno mercoledì per la finale di Coppa Italia. I rossoneri hanno potuto risparmiare le energie in vista della sfida più importante della propria stagione grazie ad una sgambatura salutare contro una squadra già retrocessa. Le parole del presidente gialloblù Setti già avevano lasciato intendere che non ci fosse più speranza per l’Hellas, squadra allestita in modo non particolarmente idoneo alle difficoltà del campionato.

Se il Milan ha potuto disputare la sua gara con maggiore libertà mentale, la Juventus questa sera ha rischiato di brutto, soprattutto dopo il primo tempo, che il Bologna avrebbe dovuto chiudere non solo in vantaggio, ma anche in superiorità numerica. L’arbitro Irrati non ha svolto il suo dovere e alla fine la partita è girata a favore della Vecchia Signora, vicina più che mai allo Scudetto più sofferto delle ultime stagioni.

Anche oggi si è assistito ad un copione già scritto, ad un episodio di un dramma che più satiresco di così non sarebbe potuto essere. Il silenzio delle testate giornalistiche nazionali su quanto accaduto nella sfida dell’Allianz Stadium lo conferma.

La Juventus è la più forte, dentro e fuori dal campo: c’è poco da aggiungere e da commentare. Ed è forse anche per questo che il calcio italiano, persa competitività e spirito agonistico, ha smarrito la propria credibilità in campo internazionale.

Lorenzo Gaudiano

Lorenzo Gaudiano
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Giornalista

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