Il San Paolo è lo Stadio di Maradona

Stadio San Paolo: i tifosi azzurri lo considerano il Tempio che, negli anni, è diventato purtroppo tra i più brutti in assoluto. Il portale Sportlive.it lo annovera in una lista dei top 10 degli orrori e sul portale polacco Sportowefakty, il giocatore della Sampdoria Bartosz Bereszynski dichiara:” Il San Paolo lo considero uno dei più brutti in cui abbia mai giocato”.

Aurelio De Laurentiis pone da anni il problema scontrandosi con l’amministrazione comunale con l’intenzione di costruirne uno nuovo, moderno, piccolo, accogliente, comodo. Magari uno stadio gioiello come l’Allianz. No, grazie. Oggi, proprio il patron del Napoli si è fermato dichiarando: “Il San Paolo è lo stadio di Maradona che costituisce l’unica parte importante di un passato calcistico napoletano e non vorrei dimenticarlo”. I tifosi ringraziano e, da attenti osservatori, seguono i nuovi accordi non privi di accenti polemici da una parte e dall’altra. Luigi De Magistris parla di un De Laurentiis “oculato”: “ Ha un po’ la mano tirata…Per lo stadio non ha cacciato un euro. La squadra l’anno scorso con un paio di giocatori in piu’ a gennaio avrebbe vinto lo scudetto“. E De Laurentiis ricorda: “Mi chiedono 1,8 milioni. Solo che io ho anticipato tanti milioni per i tornelli, ecco perché non ho firmato».  Tuttavia, sembra si sia avviato un percorso serio per la riqualificazione dell’impianto e, appena ieri si è svolto un ennesimo sopralluogo al San Paolo presenti il presidente De Laurentiis, il governatore De Luca e l’assessore Ciro Borriello per verificare lo stato dei lavori dopo l’istallazione del nuovo impianto di illuminazione. “Alla fine dei lavori – ha detto Ciro Borriello – il San Paolo sarà all’altezza di una grande città e di una grande squadra”.

Ci vorrà del tempo, ma la strada è finalmente tracciata e la determinazione del patron del Napoli sarà decisiva: dopo le Universiadi si assisterà ad una trasformazione dell’impianto che sarà privato della pista d’atletica e vedrà una riqualificazione della copertura “traballante”; inoltre si metterà mano al “ventre” dello Stadio, quasi misterioso come catacombe da esplorare. Spazi, esercizi commerciali, servizi per uno stadio competitivo, uno stadio – secondo le parole di De Laurentiis – che deve produrre soldi per far crescere il club. Si partirà dunque dalla convenzione da firmare, poi tocca al Napoli portare Coppe da alzare nell’azzurro tra gli azzurri.

Diana Miraglia

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Giornalista

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