IL SAN PAOLO PIENO NEL RICORDO DI PINO

Contro la Juventus finalmente il San Paolo delle grandi occasioni.

Articolo gentilmente concessoci dal quindicinale “Napoli”

PINO_DANIELEIl San Paolo delle grandi occasioni finalmente contro la “signora” del calcio italiano con la delizia negli occhi per la vittoria di Doha e la croce nel cuore per la scomparsa di Pino Daniele. Napoli è così. Non si fa mai mancare nulla ed anche nei momenti gioiosi trova il posto per una lacrima vera. La coreografia sarà quella delle grandi occasioni. Il settore ospiti sarà riempito dai bambini delle scuole dell’obbligo, un’iniziativa da ripetere perché l’educazione dei tifosi del domani deve iniziare presto. Poi dopo il momento di riflessione, di cordoglio la parola passerà al pallone. Alla squadra ed al suo allenatore. Basterà, crediamo, non strafare. La Juventus si presenta leggermente ferita ma non è doma. Una piccola crepa, però, si vede ed è sul quel punto debole che bisogna battere. D’altronde questa è stata sempre la tattica della squadra bianconera: superare gli avversari sfruttandone le debolezze. L’esame di maturità per il Napoli di Benitez consiste proprio in questo: essere cinici non è sbagliato come non è sempre positivo essere edonistici. I pronostici in questi giorni si sprecano, ognuno lavora di fantasia provando a centrare il risultato. Potendo scegliere, ci piacerebbe superare i bianconeri anche con il minimo scarto, magari con un gol di capitan Hamsik. Invece ci sembra più importante seguire i discorsi del presidente che è tornato in campo come solo lui sa fare. Negli anni di Maradona, presidente Ferlaino, i napoletani seppero contribuire in misura rilevante allo sforzo economico fatto per conquistare il vertice. Non si capisce perché l’idea di un particolare azionariato popolare lanciata da De Laurentiis sia stata accolta tiepidamente. I grandi club europei lo hanno già fatto. Certo ci sono differenze e scelte da fare ma aspettiamo che il progetto decolli e nel frattempo invitiamo il Sindaco ad evitare gli ultimatum verso la società perché non sono accettabili, soprattutto da parte del Comune di Napoli che nelle varie gestioni ha fatto poco o niente per mantenere lo stadio nelle condizioni che una tale struttura avrebbe meritato.

Giovanni Gaudiano

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