Il tormentone Sarri continua a condizionare il mercato e le scelte del Napoli.

Probabilmente se Abramovich il 25 maggio avesse alzato il telefono per parlare con Aurelio De Laurentiis, oggi vivrebbero tutti più felici e sereni. Invece è probabile che Antonio Conte lunedì debba obbedire alla società e presentarsi al raduno dei Blues pronti ad iniziare il prossimo campionato senza sapere chi siederà sulla panchina; i bookmakers danno Sarri al 99 per cento ma occorre sanare due questioni: quella puramente economica con Conte che gode ancora di un anno di contratto dopo averlo rinnovato l’anno scorso con una clausola, e la questione con Sarri che, di fatto, è un tesserato del Napoli fino al 2020. Tuttavia molti segnali lasciano presagire che entro domenica Sarri raggiunga Londra per prendere in mano la squadra che altrimenti inizierebbe la preparazione con Conte in attesa di 10 milioni come da copione.
Ma il Napoli, tra tutti, è il più interessato che la vicenda si concluda al più presto perché da oltre un mese il caso-Sarri limita e influenza le decisioni di alcuni giocatori e della società. In queste ultime ore sembra che la trattativa che sembrava ormai definita per il trasferimento di Jorginho al Man City per un Guardiola che attende da un mese, sia rallentata perché Jorginho come Hysaj sarebbero elementi intrecciati per liberare Sarri. Alfredo Pedullà, sul proprio sito ufficiale ha confermato l’indiscrezione secondo cui non è stato ufficializzato il passaggio di Jorginho al Man City perché richiesto espressamente da Sarri. In tal modo il Napoli attende di chiudere con Sarri per poter disporre di liquidità (Jorginho) e certezze (Hysaj).
Diana Miraglia

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Giornalista

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