Il toscano “emigrato” a Londra torna a parlare del Napoli

L’intervista rilasciata da Maurizio Sarri a “Il Mattino” è sulla bocca di tutti. Del resto, dopo i tanti attacchi mediatici del presidente De Laurentiis nei suoi confronti, una risposta doveva pur arrivare.

Verso fine luglio, di ritorno dalla tournée in Australia con il Chelsea, Sarri dichiarò che non avrebbe più risposto a domande sul patron del Napoli. Le provocazioni di quest’ultimo, insieme alle quattro vittorie consecutive in Premier ottenute dall’allenatore toscano con i Blues e alla sconfitta del Napoli sul campo della Sampdoria, hanno cambiato le carte in tavola.

Il tecnico di Figline Valdarno ha affrontato tanti argomenti con la testata napoletana, perdendo di fatto il senso della misura. Già, proprio quel senso della misura tanto decantato dagli autori greci e latini e mai messo seriamente in pratica per la tentazione che un estremo o un altro può suscitare sull’animo umano.

Si potrebbero prosciugare fiumi di inchiostro oppure percuotere all’infinito le tastiere dei computer per commentare tutte le dichiarazioni di Sarri contro il presidente De Laurentiis, ma questo probabilmente non servirebbe a nulla.

Oggi il “Comandante” ha realizzato quello che per tutti sarebbe un sogno: allenare una big (l’inglese qui è azzeccato) nel Paese dove il calcio ha preso forma e viene venerato ancora oggi con uno spirito “religioso” e sportivo. De Laurentiis, invece, ha conquistato buona parte della piazza partenopea con il colpo del secolo (che non è Cr7). Chi avrebbe immaginato, dopo il fallimento, che il Napoli sarebbe stato allenato da Ancelotti?

Questo botta e risposta a distanza non ha alcuna utilità, serve soltanto a creare confusione nella tifoseria, che porterà sempre un gran ricordo dell’era sarriana e continuerà ad appoggiare, anche se ce n’è una parte che non lo fa, l’operato del presidente.

La curiosa modalità di esonero, il nuovo punto di vista sul tradimento di Higuain e il grande affetto per De Laurentiis figlio oramai non hanno più valore, aleggeranno nel web e sulla carta stampata così come altre dichiarazioni che oggi possono essere usate per screditare queste ultime.

E’ giusto che oggi ognuno guardi all’erba del proprio giardino: Sarri il suo Chelsea, che con il Sarri-Ball (così lo chiamano il “sarrismo” da quelle parti) ancora non ha vinto il campionato; De Laurentiis il suo Napoli, che al ritorno dalla sosta avrà un tour de force di partite da affrontare.

I battibecchi personali sono un prodotto del gossip e con il calcio non hanno nulla a che fare.

Lorenzo Gaudiano

Lorenzo Gaudiano
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Giornalista

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