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Inglesi, adesso lo continuerete a cantare «It’s coming home»?

Cambiano le generazioni ma  non le emozioni che può dare una vittoria dell’Italia. 11 giugno 1982, 9 luglio 2006; 11 luglio 2021: stesse lacrime di gioia  da vivere con una bandiera alzata al vento  con orgoglio. L’Italia ha vinto contro un’arrogante Inghilterra che pure aveva commentato con ironia astiosa il nostro modo di giocare. Ma ora importano i tanti flash che hanno fissato nella storia la memorabile vittoria, prima fra tutte l’immagine di Berrettini e Gigio Donnarumma insieme  protagonisti  di una giornata che ha proiettato gli italiani nel mondo.

Così anche anche Chiellini e Bonucci antichi gestori della difesa azzurra che si consegnano agli immortali. E poi le piazze che tornano a riempirsi scoppiando di gioia ma più di tutti i flash che segnano la notte magica di Wembley, quello che ha colto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che “compostamente” esultava come un qualsiasi tifoso forse ricordando Sandro Pertini.

In quattro anni, in soli quattro anni un’Italia in ginocchio è stata presa per mano da Roberto Mancini che l’ha ricostruita e l’ha portata sul tetto d’Europa  proprio nel tempio del calcio britannico. Una vittoria dal sapore dolcissimo conquistata a Wembley dove tutto era pronto per esplodere e invece tra quei flash che passeranno alla storia c’è quello di William e Kate che dovranno ancora aspettare il primo trofeo.

Non sono bastati 135 minuti di gioco per mettere le mani su quella coppa che dopo due minuti sembrava già dovesse restare a Londra. Due minuti e le tribune erano già in delirio, per poi rifugiarsi nel corso della partita nel catenaccio più antico dell’Italia. Va bene: agli inglesi la gioia di poter continuare  «It’s coming home»

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