Lontani i giorni in cui Gian Piero Ventura ignorò il ruolo e il valore di Lorenzo Insigne nel torneo più importante per una Nazionale. Oggi Lorenzo Insigne, a trent’anni vuol vivere la sua favola, come ha dichiarato in conferenza stampa da Coverciano a tre giorni dagli ottavi degli Europei contro l’Austria. “I giovani stanno vivendo la loro favola ed è un bene anche per noi più grandi che ci danno entusiasmo. Questa è la prima volta che partecipo ad una competizione così importante in cui sono protagonista, sto vivendo anche io una favola. Voglio ripagare la fiducia del mister che mi dà e sto dando più del 100% per puntare ad un obiettivo. Gli anni passati ero più giovane e c’erano altri moduli, mi sono sempre adattato. Mi sono messo sempre a disposizione, anche con Prandelli e Conte; Mancini utilizza un modulo che per me è migliore e ci mette comunque in condizione di fare tutti quanti bene.”
La forza di questa squadra? “La nostra forza è il gruppo, poi ci sono dei giocatori di qualità come Jorginho. Giusto parlare di lui che ha vinto, con il Chelsea, Europa League e Champions League. Questo è un vantaggio per noi, avere giocatori che lottano per traguardi importanti nell’Italia. Io sono uno a cui piace scherzare con il gruppo, mettiamo spesso musica ed io metto molto la musica napoletana; ci tenevamo a fare la canzone tutti insieme anche per i tifosi che non sono potuti venire allo stadio. La canzone è stato un modo per far capire che ci teniamo, tutti insieme.”
La maglia n. 10, che cosa significa: “Io ho una grossa responsabilità a indossare questa maglia ma non voglio mettermi pressione addosso. Cerco sempre di scendere in campo più spensierato possibile: il mister dà tanti consigli a me come agli altri, poi è stato un grande calciatore e può insegnarci tanto. Possiamo mettere in pratica i suoi insegnamenti”.
Si parla di Pallone d’Oro: “ Non sta a me decidere se Jorginho meriti il Pallone d’Oro, spero sia in lista però: lo merita ed è un grande giocatore, lo chiamiamo il Professore e siamo contenti di averlo”.
La prossima partita con l’Austria: “Alle spalle ho un centrocampo che mi rende contento: ce li invidiano in tanti questi giocatori. Barella, Jorginho, Verratti, Locatelli, hanno qualità e intensità. Ci danno una mano importante. Per quanto riguarda il modulo, gli avversari ci conoscono ma facciamo il nostro calcio senza snaturarci.
Come affrontrerete l’Austria: “Li mettiamo in difficoltà, con Immobile e Belotti che ci creano spazi e gli avversari non sanno chi prendere. Sogno di fare una grande partita, anche se non arriva il gol, l’importante è vincere le partite. Carriera? Non ho rimpianti. Quel che ho sempre sognato era giocare col Napoli e indossare la fascia. Si sono avverati i miei due sogni: non sono contento ma stracontento.”
Con Gattuso? “Ci siamo mandati qualche messaggio, mi ha detto che sono successi un po’ di casini. Io però sto pensando all’Europeo, lui è in vacanza e non gli faccio certe domande.”
Nel futuro? “Penso solo a giocare l’Europeo, dopo c’è tempo per parlare con la società. Non rispondo sul fatto che non abbiamo giocato contro le big: noi giochiamo con chi peschiamo, come nel girone. Facciamo il nostro calcio, prepariamo gara dopo gara. Abbiamo visto qualche gara dell’Austria, corrono, pressano, fanno riaggressione alta appena persa palla. Dobbiamo studiarli ma dobbiamo pensare a quel che dobbiamo fare noi. La prepareremo per fare una grande prestazione. Sappiamo che è da dentro o fuori, che un episodio può cambiare la gara. Non dobbiamo pensarci, fino ad ora i giovani che sono scesi in campo hanno fatto bene: si sono fatti trovare pronti anche nella gara decisiva, noi siamo sereni, i ragazzi hanno dimostrato di giocare con tranquillità.”
I nuovi arrivati: “Barella, Locatelli, Berardi, anche se non hanno mai fatto competizioni così importanti, con la Turchia ci hanno dato loro una mano per arrivare al risultato finale. Leggiamo gli elogi, fanno piacere, dobbiamo allenarci bene ma ora in ogni partita può girarci un episodio contro. Siamo partiti che nessuno contava su di noi, gli elogi sono un orgoglio per noi. Siamo sempre stati sereni a lavorare duro e serve continuare così. Per ora non abbiamo fatto ancora nulla: abbiamo vinto il girone, il nostro obiettivo non era questo, ma arrivare in fondo. Più pensiamo a questo e più noi stiamo coi piedi per terra. Serve dare ancora di più per arrivare fino in fondo.”