Eppure a volere decifrare il pensiero sembra che il Presidente punti a rinnovare il contratto ‘a vita’ con Lorenzo Insigne augurandosi che non pretenda troppo. ADL è uomo diretto e ruvido come ha dimostrato in altre occasioni: avrebbe detto “o così o arrivederci”. Lo ha fatto con tanti e lo avrebbe già rifatto con Insigne.
Dal fiume di parole esternate al Passepartout Festival, si capisce che vuole un Napoli che rappresenti Napoli, da Cavour in poi, saccheggiata e Insigne rappresenta Napoli. Un piglio combattivo quello dimostrato da De Laurentiis che dalle sconfitte esce sempre più forte: nessuno quindi si stupisca che chi voglia acquistare Fabian o Koulibaly debba aprire il forziere: qui, a Napoli, non si svende, né si consente il saccheggio. Lorenzo Insigne sarà il condottiero dell’Italia fino all’ultima stilla di tensione e con la stessa autostima tornerà a Napoli con la voglia di restare. Al diavolo chi lo insulta anche se son rimasti in pochi a ripetere ciò che si dice senza logica e senza rispetto. Insigne, vero uomo potrebbe anche decidere di andar via perché è un professionista, ma non consentirebbe “di essere deciso”: né procuratore, fosse pure Raiola, né moglie (nei panni di procuratore). Ora, testa nell’Italia: in panchina c’è un allenatore.