Inter – NAPOLI 2-2, il pensiero di Gennaro Montefusco
Inter – NAPOLI 2-2
“ingiocabili”…ma per chi?
Non certo per questo Napoli indomabile, gladiatorio e superaccessoriato in termini di attributi virili!
Meazza stracolmo.
Popolo nerazzurro ululante, accorso ad assistere –finalmente- alla certa vendetta che si sarebbe consumata nei confronti di chi, lo scorso campionato, ha portato lo scudetto a godersi un panorama privo di nebbia in una città baciata da Dio.
Se lo scopo era quello di dimostrare la validità (assurdità direi) del “lo abbiamo perso noi, non l’ha vinto il Napoli”, allora bisogna ammettere che è stato un fallimento totale.
Abbiamo fatto il callo alle assenze, non possiamo contare su cinque cambi di qualità come i nostri avversari, e tuttavia ci presentiamo davanti ai nerazzurri con una difesa altissima, un pressing feroce, e personalità da vendere.
Doveri adotta il metro del “lasciar correre” che -di fatto- avvantaggia la più fisica inter, ma i primi dieci minuti di gara fanno capire a tutti che quello scudetto non è cucito a caso sulle maglie Azzurre.
L’inter trema, sbanda, ma passa inaspettatamente in vantaggio al primo affondo, con una precisa rasoiata di Di Marco dopo un doppio errore di Lobo (passaggio troppo corto) e McTominay (si fa anticipare da Zielinski).
Il Meazza diventa una bolgia, il popolo di casa si gasa ancora di più, ma gli Azzurri non fanno una piega.
Lautaro e Thuram passano dalla modalità ”spauracchi” a quella “spariti” grazie alle prove sontuose di Rrahtmani e Bat-Juan; McTominay è ovunque; Hojlund fa vedere i sorci verdi all’aggressivo Akanji.
Il Napoli, che già in avvio di gara aveva deciso di non speculare sugli errori degli avversari ma di giocarsela a viso aperto, trova il pari con una botta di Scott su assist del prezioso Elmas.
Seconda frazione.
Il Napoli continua ad essere arrembante, fa capire che non si accontenta del pareggio, sfiora il vantaggio. Ma è l’inter, ancora una volta, a passare di nuovo in vantaggio grazie a un calcio di rigore per certi versi discutibile: lo step on foot di Rrahmani su Mkhitaryan è evidente, il pallone tuttavia è già calciato dall’interista, e in occasioni del tutto simili il direttore di gara di turno ha lasciato correre. Appena una settimana fa quel tipo di rigore è stato negato al Milan (contro il Genoa) per un pestone evidente di Ostigard! La cosa più incredibile è che uno dei varisti era lo stesso (Di Paolo)… A Roma, lo scorso anno, Politano subì lo stesso fallo e non fu fischiata la massima punizione.
Se qualcuno parla di malafede ne ha i motivi. Più di uno.
Partita finita?
Macchè…
Bastoni chiama a raccolta i suoi tifosi, Chivu è lo specchio della felicità e a DAZN preparano lo spumante.
Ma l’oste non ci sta.
Alla fine i conti li fa sempre lui.
E se l’oste è scozzese sono cavoli amari: cross delizioso di Politano, acrobazia di Lang, colpo letale di McTominay.
Pari.
Meazza ammutolito.
Settore ospiti in delirio festoso.
Le pagelle.
Milinkovic-Savic: 6,5 – a parere mio nulla poteva sul gol. Poco impegnato;
Beukema: 5 – sbaglia troppi appoggi in uscita, il peggiore dei nostri;
Lang: 7 – entra e si inventa un assist meraviglioso;
Rrhamani: 6,5 – meriterebbe mezzo voto in più per la prova sontuosa sui due “spauracchi”, ma quel pestone poteva costarci caro;
Juan Jesus: 7 – sta vivendo una seconda giovinezza, preciso, attento, cattivo quando serve;
Di Lorenzo: 6 – soffre Di Marco, lo perde in occasione del gol, ma il suo contributo lo dà comunque;
Lobotka: 7 – sbaglia la misura di qualche passaggio ma quanti palloni giocati, quanti contrasti vinti…;
McTominay 8,5 – senza l’errore in abbrivio avrebbe meritato anche 9, ha fatto impazzire tutta la linea mediana interista e anche quella difensiva! Gigantesco, mostruoso;
Spinazzola: 6,5 – onnipresente nelle due fasi, prezioso in difesa quanto in attacco;
Politano: 6,5 – partita di grande sacrificio, dalle sue parti deve vedersela con Di Marco e Bastoni…scusate se è poco, riesce ad arginare gli avversari col consueto impegno;
Elmas: 7 – ma quanti km ha percorso? Utilissimo, sforna anche l’assist per il primo pareggio;
Hojlund: 8 – terrorizza Akanji che continuerà a sognarlo a lungo, è maturato tatticamente ed ha capito di essere fortissimo. Indomito, gladiatorio;
Conte: 8 – ancora una volta prepara il match alla grande, incarta gli avversari, non si avvilisce e non si arrende alle avversità.
È un pareggio che vale più di un punto.
Perché dà la misura della nostra forza.
Perché ha spaventato gli avversari e ammutolito certi opinionisti.
Perché ci mette in condizione di vantaggio in caso di arrivo a pari punti.
Avete visto le facce degli interisti a fine gara?
Si sentivano sconfitti.
Pompati oltre misura dalla stampa asservita si sentivano invincibili.
“ingiocabili”…ma per chi?
Non per il Napoli.
ForzaNapoliSempredavvero




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