Ciro Venerato ha rivelato sul sito Rai i retroscena del mancato approdo sulla panchina azzurra di Vincenzo Italiano che nelle prossime ore cercherà conforto all’amarezza e alla delusione arrivando nel paesino del girgentino dove sua madre e i suoi più cari amici potranno abbracciarlo
“I fatti sono questi, scrive Venerato: lunedì mattina a mezzogiorno lo chiama Aurelio De Laurentiis dicendogli che il Napoli lo stima e che potrebbe rientrare nei piani del club azzurro. Giorni prima lo aveva contattato il Ds Manna. Ovviamente la chiamata del Patron assume valore doppio. Italiano e De Laurentiis si conoscevano bene. Due anni prima (poi arrivò Antonio Conte) si videro a cena. Durò 6 ore il faccia a faccia. Poi Adl optò per Conte e Italiano firmò per il Bologna. Due anni dopo copione solito. Ma con un distinguono. Martedì pomeriggio i suoi agenti avevano definito tutto con De Laurentiis (stipendio e ingaggio) e avevano stabilito i tempi della rescissione felsinea. Massimo giovedì mattina. Italiano e i suoi due agenti avevano chiuso verbalmente la pratica mercoledì sera con l’amministratore delegato Fenucci. Giovedì mattina Francesco Caliandro chiama il Napoli (presumibilmente Manna) per comunicargli la rescissione. Risposta diplomatica. “Bene. Vi faremo sapere ‘. Il resto è noto. Ma non si dica che Italiano era una semplice opzione. Si offende la verità e l’intelligenza dei tifosi”.
Ma sulla vicenda è intervenuto anche Alfredo Pedullà nel suo canale Youtube che ha rivelato una certa tensione tra Italiano e l’agente: “Questa storia ha creato un po’ di tensione tra Italiano e chi lo assiste, non me la sento di entrare nei dettagli perché è un rapporto tra di loro. Fatto sta che Italiano è entrato e ha partecipato all’incontro quando è entrato da allenatore del Bologna con sogno concreto e la quasi certezza di essere allenatore del Napoli. Durante la riunione già aveva capito, ma gli hanno detto dopo che il Napoli aveva scelto Allegri. Questa cosa ha creato un po’ di fibrillazione nei rapporti in quello che doveva essere la gestione”. “Mi sento di dire una cosa: con rispetto nei riguardi delle persone devo dire che chi ha gestito la trattativa Italiano–Napoli–Bologna l’ha gestita male. A: ti si è fatto vedere in giro per la vigna a Roma, B: è successo tutto quello che è successo. Mi dispiace perché dal mio punto di vista Italiano avrebbe meritato una gestione completamente diversa, ma del resto non tutti i presidenti sono uguali, non tutti gli allenatori sono uguali e non tutti gli intermediari e gli agenti sono uguali” .