Juventus – Napoli è stata violentata dalle assenze forzate ma non solo
Una giornata convulsa quella di ieri fatta di attese, paura e rabbia. Juventus – Napoli sarebbe dovuto essere ma non è, qualunque sia il risultato.
Alle ore 15 si attendeva il parere dell’ASL 1 che, considerando le decisioni prese lo scorso anno e le decisioni dell’ASL Salerno la scorsa settimana, avrebbe potuto impedire la partenza verso Torino dopo altre positività emerse in mattinata tra lo staff e il giocatore Meret. E invece, mille parole per dare il via ad un’avventura senza logica.
Alle 17 il piccolissimo plotone azzurro parte senza immaginare che in arrivo, alle 19,15 c’è un’altra doccia fredda comunicata dall’ANSA: “ Il Napoli non potrà utilizzare in campo domani sera contro la Juventus Zielinski, Lobotka e Rrhamani. I tre sono calciatori che la Asl Napoli 2 Nord ha identificato come persone che hanno avuto contatti stretti con positivi e che, pur vaccinati, non si sono sottoposti alla dose booster (terza dose) e la cui vaccinazione con seconda dose sia avvenuta da più di 120 giorni. I tre calciatori, quindi, in caso di contatto con positivo devono osservare un periodo di quarantena. Ovviamente a loro tre si uniscono Meret, Mario Rui e Malcuit, che sono già isolati in casa perché hanno il covid. Oltre ai tre calciatori, il dipartimento di Prevenzione dell’ASL Napoli 2 Nord dispone quarantena a domicilio anche per Di Palo, un membro dello staff del Napoli. In tutto la quarantena è stata disposta dalla Asl Napoli 2 Nord per 7 persone del club azzurro che risiedono in centri diversi da Napoli città. (ANSA).
Ma la storia continua e Sky alle 21,30 comunica che Zielinski, Lobotka e Rrahmani dovrebbero poter giocare regolarmente il match contro la Juve. Infatti – si legge – l’ASL ha imposto a questi giocatori del Napoli delle regole da seguire ma non potranno avere “contatti civili”, ma potranno giocare la partita ufficiale di campionato. Dovranno seguire l’isolamento imposto ma non dovrebbero subire regole legate al loro “lavoro”, quindi legate al match contro la Juve.
Una partita che nella storia del Napoli era attesa come l’evento del campionato, è stata violentata dagli infortuni, dalle convocazioni in Coppa d’Africa, dal Covid ma soprattutto da chi vede il calcio come una industria di soldi. Si ferma la Serie B, si fermano i dilettanti, si fermano 4 partite, ovvero Atalanta-Torino, Fiorentina-Udinese, Salernitana-Venezia e Bologna-Inter e non si ferma Juventus-Napoli. Perché? E perché la Juventus come l’Inter volevano l’autorizzazione a spostare la Supercoppa? Perché parlavano di rischio covid soltanto per quella competizione?
Poco importa la “conta” dei positivi nei club che salteranno le 4 partite, conta piuttosto che la pessima (dis)organizzazione quale conseguenza di un calendario folle fatto di quantità che annulli la qualità.




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