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Kat Kerkhofs: ” Conduco una battaglia quotidiana per non essere soltanto “la moglie di Dries”

Appena lo scorso febbraio Kat Kerkhofs rilasciava una lunga intervista nella quale si intuiva fosse pronta a diventare mamma:  “Sto iniziando ad avere un’età in cui ti trovi di fronte al tuo fine biologico, per dirla senza mezzi termini. (ride) Quando ora vado da un dottore, mi dice: se vuoi dei figli, devi iniziare. Mentre una volta era: hai tutto il tempo. Questo mi fa riflettere. Ma non ho ancora una risposta”.

Kat è l’amica, la compagna, anche la tifosa di Dries , ma di essere la moglie di…, mai lo accetterà come una qualunque professionista. Ha sempre rilasciato interviste senza schermarsi come quella rilasciata ai microfoni del programma televisivo Gert Late Night:  “La crisi con Dries è acqua passata, adesso va tutto a gonfie vele. Sesso? In pubblico mi comporto da signora, ma a letto sono eccentrica. Penso che quando sei sicura di te a livello sessuale, allora le cose vanno sempre meglio anche in generale. Mi piace farlo nei luoghi più insoliti, come i bagni dei treni: mi piacciono tanto. Chirurgia estetica? Sì, ammetto di aver fatto un ritocco in passato: ho dovuto ridurre il seno, era troppo grande“.

Oggi ha voluto aprire la finestra sulla sua condizione di donna, (futura) mamma e moglie rilasciando un’intervista al portale Hln.be che titola  De 16 Vragen van De Wachter aan Kat Kerkhofs: “Alles in mijn leven wordt bepaald door Dries. Zo had ik het mij als kind niet voorgesteld” ovvero “Le 16 domande di De Wachter a Kat Kerkhofs: “Tutto nella mia vita è determinato da Dries. Non l’avevo immaginato così da bambino”.

“Quando Mertens ha ricevuto l’offerta del Napoli avevo 24 anni. Insieme abbiamo deciso di accettare, senza sapere a cosa andavamo incontro. All’epoca, Dries stava seriamente valutando di andare a giocare in Russia per soldi. In quel periodo pensavo che la nostra vita sarebbe stata diversa, che avremmo dovuto spostarci ogni anno, ed invece abbiamo fatto la scelta consapevole dell’Italia.  Oggi, trascorsi nove anni, posso dire che Napoli e l’Italia ci hanno del tutto formati. Siamo completamente integrati nella cultura e nel modo di vivere degli italiani. Tanto che abbiamo anche rifiutato più di qualche offerta per restare qui.

A Napoli? Dries è un dio a Napoli, ma ormai anch’io ho la mia vita lì. I miei impegni, i miei amici. Conduco una battaglia quotidiana per non essere soltanto “la moglie di Dries”. Molti. Io e Dries qui abbiamo trovato un paradiso, e i nostri amici, a Napoli, sono ristoratori. Abbiamo fatto diverse iniziative per dare loro una mano, soprattutto durante il primo lockdown. Io, ad esempio, ho creato una guida di Napoli online per i turisti. Da quel momento quando entriamo nei ristoranti non lodano più Dries, ma me! (ride, ndr)

Io, donna – Sono diventata una donna indipendente, come volevo fare da bambina. La gente pensa che io debba la mia carriera a Dries. Mi accusa di non avere talento. In realtà credo che per me sarebbe stato ancora più facile fare televisione senza di lui, dedicando più tempo ai miei progetti. Le donne sono trattate sempre così, e questo mi rende triste. Il sessismo fa male, le donne sono trattate diversamente dagli uomini.

Futura mamma – Quando ho scoperto di essere incinta, speravo in una femmina. Volevo che Dries rivivesse l’esperienza di mio padre, speravo che mia figlia sentisse quello che sentivo io da ragazzina nei confronti del mio papà. Ma è un maschio, ci ho messo un po’ ad abituarmi, però l’idea di avere un altro grande amore maschile nella mia vita mi ha confortato”.

A marzo?  Quando partorirò, tornerò in Italia, perché voglio che Dries sia con me. Il mondo del calcio non è umano in questo senso. Il giorno della partita può darsi che non gli sia permesso di venire e io non voglio costringerlo a fare cose sbagliate, voglio che faccia la cosa giusta. Viene anche mia mamma, non saremo soli. Futuro col contratto in scadenza di Dries? Dovessi scegliere io, resterei a Napoli. Dries e io abbiamo trovato un paradiso nascosto in un guscio ruvido”.

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