LA CONFERENZA STAMPA DI SARRI

Maurizio Sarri era in compagnia del DS Giuntoli durante la conferenza stampa con cui ha anticipato l’incontro di domani tra Empoli e Napoli.

SARRI_MAURIZIOIl tecnico azzurro ha rilasciato alcune brevi ma interessanti dichiarazioni che proponiamo all’attenzione dei lettori di Contropiede Azzurro.

Il ritorno a Empoli.
“Tornare ad Empoli è motivo di soddisfazione per me perché ritrovo persone a cui sarò affezionato per sempre. I ragazzi mi sembrano in crescita e dobbiamo giocare con grande motivazione senza sottovalutare gli avversari. Quattro mesi fa i miei giocatori hanno preso quattro gol”.

Chi deve giocare accanto a Higuain?
“Se il tormentone è questo, allora rimarrà questo per tutto l’anno: abbiamo sei giocatori offensivi forti e cerchiamo di farne giocare quattro ogni volta. Cercherò di dare spazio a tutti, se tutto va nella normalità Higuain avrà più spazio degli altri”.

Schema e idea di gioco.
“Cambiare schema può essere pure veloce ma cambiare l’idea di gioco è più difficile. La tenuta della squadra? Non mi aspetto che una squadra possa esprimersi a grandi livelli per 90 minuti, mi aspetto che una squadra possa avere il dominio della situazione. Prendere due gol in pochi minuti non è un calo fisico, è una paralisi. Mi aspetto che la squadra riesca a gestire i momenti della partita in cui non crede di essere in predominio”.

Fattore psicologico.
“Lavorare a livello di testa è una parola grossa, forse è meglio a livello di personalità: tutti si accorgono del punto in due partite ma se ne son fatte solo due. Chi prende un allenatore con le mie caratteristiche deve accettare tutto il bene e tutto il male. Sono un allenatore da progetto, un punto in due partite non mi fa pressione anche perché ci sono abituato”.

Come stanno i calciatori.
“Mi preoccupano un po’ tutti ma mi congratulo con la federazione albanese che non ha utilizzato Hysaj in quanto acciaccato, mentre non posso congratularmi con quella rumena che ha fatto giocare Chiriches in due partite. La situazione purtroppo è questa, anche Koulibaly non è al meglio”.

L’Empoli.
“Domani giocheremo contro una squadra che, tra tre anni, potremmo essere noi. È fatta da dieci giocatori sottovalutati a da un fuoriclasse come Saponara che a fine stagione sarà destinato a società europee”.

La difesa.
“La crescita può essere ondivaga, magari tutto a un tratto inizia a funzionare. Siamo in un momento in cui la linea si è mossa bene per 55 minuti prima di altri cinque minuti di follia che non ha solo spiegazioni tattiche: il rigore l’abbiamo preso in situazioni di dominio, poi la squadra ha improvvisamente perso le sicurezze ed è andata nel panico. C’è da migliorare nella tattica difensiva, in quei cinque minuti abbiamo messo dentro errori di una gravità assoluta. Vediamo se con il lavoro riusciamo pian piano a migliorare e a limitare gli errori”.

Turnover.
“Martedì decido chi giocherà, ora preferisco pensare all’Empoli. Fare una programmazione a lungo periodo è difficile, magari voglio far giocare un giocatore a ottobre e poi non sarà al massimo della condizione. Venerdì mattina poi valuterò in vista della gara con la Lazio”.

Insigne.
“Sarebbe un discorso lungo, Lorenzo ha fatto 60 minuti contro la Samp da grandissimo trequartista ma ha delle qualità che potrebbero fargli fare molto di più. Sul 2-0 ha forzato un po’ la conclusione ma ha margini di miglioramento abbastanza notevoli. È un ragazzo sorprendente per quantità di lavoro ed applicazione, il suo GPS dopo ogni allenamento è una sorpresa: può diventare un giocatore importantissimo a livello europeo. Ha facilità di corsa e resistenza mostruosa, ma nel ruolo lavoriamo anche ad altre soluzioni”.

Mentalità da “grande” squadra.
“È un passo obbligatorio da fare, altrimenti non vedo come fare un salto di qualità. Se non facciamo noi dei passi avanti rischiamo di rimanere tagliati fuori dall’alta classifica. I ragazzi ne sono consapevoli, mi dicono loro stessi di avere difficoltà a trovare motivazioni in certe partite. È già un primo passo per trovare la soluzione, ma se sono consapevoli allora il primo passo magari lo abbiamo fatto”.

Hamsik.
“Hamsik è un giocatore con caratteristiche offensive, si sta mettendo a disposizione anche se non è un incontrista. Per me rende meglio se non gioca a ridosso delle punte”.

Cambio modulo.
“Abbiamo lavorato più sul 4-3-3 ma mi piace di più il 4-3-2-1. Le caratteristiche dei giocatori mi portano più al 4-3-3, ma se dovessi scegliere io punterei sul 4-3-2-1”.

Zuniga e il mancato arrivo di Soriano.
“Camilo al momento non è un giocatore ancora nel pieno della condizione e non può darci una mano: ha un percorso abbastanza lungo da seguire, stiamo cercando di impostarglielo e se ci riesce velocemente lo inseriremo tatticamente. Su Soriano dico che per quanto possa piacermi, se non c’è lui gioca un altro”.

Il caso De Guzman?

“C’è un problema con la società, ha presentato un certificato medico e si stanno facendo le valutazioni del caso. Al momento non è disponibile”.

Delusione dei tifosi.
“Può essere conseguenza di duemila cose, e magari 1999 non sono a causa nostra. Noi possiamo certamente fare risultato, il San Paolo con la Samp l’ho visto carico nel primo tempo: nella ripresa abbiamo fatto poco per mantenerli su quel livello di entusiasmo”.

Il dualismo tra Callejon e Gabbiadini.
“Ci si può aspettare di tutto. Ho parlato con Gabbiadini, deve fare qualcosa in più per convincermi ma gli basta poco: è un giocatore che mi piace, può andare dentro domani oppure giovedì, ma mi aspetto una risposta forte”.

Higuain.
“Ha fatto 50 minuti di ottimo livello ed altri 40 in difficoltà: per fortuna in queste due settimane ha potuto lavorare e mi aspetto una crescita a livello di tenuta. Mi piace un aspetto: in allenamento si diverte e sorride”.

 

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