Domani l’Italia giocherà a Wembley la sfida contro l’Austria valida per gli ottavi di finale di Euro 2020 mentre la variante Delta del coronavirus si diffonde in modo esponenziale come l’AGI informa, “il Paese più colpito del Vecchio Continente è il Regno Unito dove la variante Delta rappresenta ormai oltre il 90% di tutti i nuovi casi giornalieri. Mercoledì le autorità sanitarie hanno registrato oltre 16mila nuovi contagi nelle ultime 24 ore, il dato più alto dall’inizio di febbraio. E’ la diffusione della variante Delta – che ha costretto a rinviare di quattro settimane l’ultima fase della de-escalation nel Regno Unito, ora prevista per il 19 luglio – a innescare la crescita dei casi giornalieri, aumentati di circa il 44% negli ultimi sette giorni. Anche in Scozia la variante è prevalente e ha causato una recrudescenza dei nuovi contagi.”
Appena tre giorni fa il presidente del Consiglio Mario Draghi durante la conferenza stampa congiunta con la cancelliera tedesca, Angela Merkel disse: “No alla finale degli Europei in un paese dove i contagi crescono rapidamente.” A distanza di un giorno anche la cancelliera ha sostenuto l’idea dell’omologo italiano: “La Gran Bretagna è una zona a rischio variante del virus. Tutti quelli che arrivano da lì devono stare 14 giorni in quarantena e le eccezioni sono davvero pochissime. Io credo, anzi non credo, spero che la Uefa agisca in modo responsabile. Non troverei positivo che ci fossero stadi pieni lì”.
Invece la Uefa, la federazione inglese e le autorità inglesi hanno ribadito che non ci sono piani per cambiare la sede di quelle partite: tutt’altro e l’esecutivo guidato da Boris Johnson non si è limitato a ribadire la sua posizione ma, tramite un’intesa firmata nelle ultime ore con l’Uefa, ha lanciato la sfida allargando la presenza dei tifosi a Wembley dal 25% al 75% della capienza dello stadio, arrivando così ad ospitare fino a 60mila spettatori.