La Juve finge di non sapere

“La cosa di Higuain la vedo lontana”. Queste la dichiarazione di Fabio Paratici, direttore sportivo della Juventus ai microfoni di Gazzetta.it. Quanto sia credibile l’affermazione è tutta da verificare considerando che: 1) il maxi intreccio riguarda Pogba, il cui agente avrebbe smosso le acque sulla trattativa segreta Higuain-Juve per accelerare il passaggio del francese al M. United per 126 milioni e 14 di ingaggio; 2) riguarda Pereyra che dovrebbe far parte del pacchetto-scambio nell’operazione Higuain; 3) riguarda un’insolita propensione del club a sborsare una cifra tanto alta; 4) riguarda la rivisitazione della clausola di rescissione, della sua data di scadenza, della possibilità o impossibilità a pagare in due rate e dei mille distinguo di un contratto chiuso nella cassaforte della Filmauro. In poche parole, Pratici vorrebbe far tornare il silenzio per operare senza riflettori accesi in attesa di un incontro, il prossimo lunedì, con Marotta. La Juve avrebbe pronti una cinquantina di milioni e sul piatto offrirebbe qualche esubero come Zaza, Pereyra e Mandragora. Pura follia del portavoce della Exor o pura provocazione: si vedrà.

L’unica cosa certa da parte della Juventus è la necessità di attrezzare una squadra capace di conquistare la Champions. L’Italia è già da anni una colonia calcistica della Exor, ma ora è determinante conquistare l’Europa per ragioni societarie.

exorPer capire la genealogia della Società che fa capo a John Elkann e a Sergio Marchionne, non sarebbero sufficienti 100 pagine, ma basti pensare che la Exor include oltre la FCA (Fiat-Chrysler-Automobiles) anche la CNH Industriale; inoltre è azionista della Ferrari, della Juventus, del Partner Re ed ha con partecipazioni rilevanti nel The Economist con Elkann che siede nel cda del colosso che fa capo a Rupert Murdoch. Nessuno si stupisca di come Sky affronti coi guanti i signori della Juve, nessuno si stupisca del potere di chi ha potere. Magari un arbitro soffre di un complesso di sudditanza psicologica e viene apostrofato come avesse agito in malafede.

Poi c’è Aurelio De Laurentiis presidente della Filmauro che è una delle più importanti case di produzione del cinema italiano, dal 2004 presidente della Società Calcio Napoli. Geniale, intuitivo, accorto imprenditore che se la gioca con i colossi. “Il Napoli non può vincere “, dichiarò un grande giocatore in un anno di grazia: è giusto che oggi tenti di entrare negli ingranaggi del potere, ma mai potrà far ombra al nome che ha lasciato alla storia la sua maglietta 10. Quel Diego che la Juventus non potette avere.

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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