La Juve non pensa a festeggiare ma ad insultare

La Juve ha vinto contro il Verona (2-1 con reti di Rugani, Pjanic e Cerci), ha festeggiato con il pullman scoperto per le strade di Torino e festeggerà ancora e ha omaggiato Buffon alla sua ultima partita in bianconero, come è giusto che fosse dopo aver vinto sette Scudetti e quattro coppe Italia di fila.

Eppure i tifosi bianconeri sembravano ieri più interessati ad intonare cori antinapoletani e mostrare striscioni con scritte razziste e raffigurazioni di bare con i nomi dei giocatori del Napoli. E’ risaputo ormai che tra i supporters per larga parte regni l’inciviltà, quella che per intenderci l’altro ieri Allegri attribuiva a chi non sottolineava la grande impresa della Juventus preferendo il bel gioco imposto da Sarri alla squadra azzurra. Ma peggiori probabilmente sono stati alcuni giocatori bianconeri che hanno pubblicato foto dei festeggiamenti con gli striscioni offensivi sullo sfondo.

L’ambiente della Vecchia Signora è riuscito a trasformare una festa in un’occasione di sfottò meschino ed irriguardoso, anche se per i media nazionali non sembra che sia successo niente di straordinario. Al posto di gioire per un risultato conseguito, si è pensato ad insultare una squadra che avrebbe meritato, per il suo gioco ed il grande campionato disputato, il terzo Scudetto della storia.

Date queste premesse, è giusto sottolineare allora che la Juve ha chiuso il campionato mantenendosi coerente con il rendimento generale. Il rigore assegnato, e poi sbagliato da Lichsteiner, era molto dubbio e tra l’altro non è stato accompagnato da un penalty netto per il Verona. Bisognava iniziare i festeggiamenti con una vittoria sul campo, ottenuta con irregolarità e la solita incapacità arbitrale, mostrata per tutta la stagione, di adoperare il Var.

Buffon si è emozionato come Totti l’anno scorso, Pjanic ha dichiarato che ora è arrivato il momento di sollevare una Champions e Barzagli ha sottolineato come lo Scudetto più bello sia il primo di Conte, che tra l’altro ha vinto con la Fa Cup il secondo trofeo nella sua esperienza in Inghilterra. Queste sono probabilmente le uniche normalità in una giornata di festa che nessuno ha avuto il coraggio di rovinare.

Lorenzo Gaudiano

Lorenzo Gaudiano
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Giornalista

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