La Juventus esonera Allegri colpevole di aver vinto solo in Italia

Alla fine è divorzio tra Massimiliano Allegri e la Juventus: dopo cinque anni di successi nazionali ma senza la conquista della Champions, si son lasciati. Domani in conferenza stampa, qualche frase di circostanza per spiegare i punti divergenti, poi ognuno per la propria strada. In realtà Allegri temeva la possibilità di una proposta annuale che lo ponesse come traghettatore verso altri tecnici più quotati come Pochettino o Guardiola. Era comunque nell’aria il divorzio anche se Evelina Christillin, membro aggiuntivo UEFA del consiglio FIFA, aveva avvertito: “C’è una questione di cui non si parla molto, da donna di numeri provo a metterla in evidenza. Se non sbaglio, Allegri guadagna 7.5 milioni all’anno a cui va aggiunto il compenso del proprio staff. Ad occhio e croce, ballano una ventina di milioni. Nel caso in cui si dovesse rescindere, sarebbe un importante minusvalenza e non mi sembra che l’ultimo bilancio della Juventus sia fortemente in attivo. Il rischio sarebbe quello di finire nelle grinfie del fair-play finanziario voluto dalla Uefa”.

E non sorprendano le parole di De Laurentiis che continua a parlare di club indebitati che vengono iscritti in serie A e di chi investe indebitandosi. Grandi Club europei continuano nell’alchimia dell’alta finanza come il Chelsea, con il blocco del mercato; il PSG che riesce ad aver ragione ricorrendo al TAS; ed ora sotto accusa il Manchester City, campione della Premier, deferito per il mancato rispetto delle regole sul Fair Play Finanziario. Il Manchester rischia l’esclusione dalla partecipazione alla prossima Champions League. “La camera di investigazione dell’Organo di Controllo Finanzario dei Club Uefa – si legge sul Corriere dello Sport – aveva avviato, il 7 marzo 2019, una prima indagine che ora si è conclusa col deferimento davanti alla camera giudicante del CFCB per “potenziale violazione del regolamento sul Fair play finanziario”.

Nessuno ci crede ovviamente ad una soluzione estrema, restano astratte le parole di De Laurentiis: “Quando si stabiliscono delle regole io le rispetto, io nella mia vita ho sempre giocato con le regole”.

Ma ora la Juventus ha altro da pensare: il toto allenatore è già cominciato: obiettivi di basso calibro come Inzaghi, Mihajlovic o qualche ex di cartello come Deschamps, fino al sogno Klopp passando per Pochettino e Sarri. Forse sarà Cristiano Ronaldo a dire l’ultima parola dopo le finali Champions e Europa League.

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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