La Juventus operaia sbarra la strada ad un Napoli confuso

Un’occasione persa.

Tale appare la sconfitta rimediata da un Juventus operaia, quanto si vuole, ma sicuramente non all’altezza del suo organico e della sua recente tradizione.

Il Napoli dovrà riflettere attentamente sulla partita di ieri sera partendo dalla società passando per il tecnico ed arrivando infine ai giocatori senza tralasciare il pubblico.

Non si tratta di un processo, sarebbe fuori luogo, ma di ripensare ad alcuni particolari che si sa alla fine fanno il totale.

La società.

Le dichiarazioni degli ultimi giorni di Aurelio ed Edoardo De Laurentiis sono apparse inopportune ed oggi dopo la gara si potrebbero anche catalogare come “ridicole”.

Rispondere alla saccente arroganza di Marotta e soci in questi anni non ha portato bene, tanto meno ieri sera. La statura societaria dei bianconeri è tale che, nonostante i media, le antipatie e le simpatie va sempre tenuta in debito conto. Preconizzare ampi e facili successi è un esercizio privo di utilità. Tale considerazione non è conseguenza del fresco e amaro risultato ma riflette l’andamento delle gare contro la Juve degli ultimi tempi.

L’allenatore.

Sarri non è sul banco degli imputati e non lo sarà mai se il suo lavoro darà sempre i frutti maturati in questi due anni e mezzo alla guida della squadra. Un però comunque c’è. Metabolizzato da tutti, anche dagli avversari, che il gioco del Napoli è questo, sarebbe forse il caso in alcuni momenti di una gara, che ti sta sfuggendo di mano ingiustamente, di lasciarsi andare a qualche follia. Per dirne una: Koulibaly in area da centravanti boa per sperare di poter prendere uno dei tanti traversoni, senza senso, buttati in un’area dove nessuno azzurro è mai intervenuto ad eccezione del colpo di testa di Insigne deviato da Buffon nel primo tempo su calcio d’angolo.

I giocatori.

Non è giusto parlare di pagelle. All’apparenza si può dire che i guiocatori abbiano dato tutto ma non è stato così, o meglio per alcuni sicuramente è in questo senso . Una partita come questa, dopo il pareggio ottenuto dall’Inter a Napoli, va giocata in altra maniera. La determinazione feroce vista in alcuni juventini forse la si è vista solo in Allan, peraltro sostituito dall’allenatore per inserire un evanescente Zielinski. I contropiede di inizio gara, tre in tutto, organizzati dai bianconeri hanno evidenziato poco vero furore agonistico nella zona nevralgica del campo, il centrocampo. A Jorginho ed Hamsik si richiede in qualche occasione di mettere anche un pizzico in più di determinazione oltre che in costruzione soprattutto in copertura e in special modo quando l’avversario è più veloce.

Il pubblico.

2221663-46332090-2560-1440Eccezionale, numeroso come sempre in tali appuntamenti. Dovrebbe avere capito che certi atteggiamenti non sono utili alla causa. La motivazione che ha spinto Higuain ad esserci, nonostante l’infortunio alla mano, doveva analogamente spingere la massa a pensare di ignorarlo.

Le sceneggiate prima e dopo la rete decisiva hanno dimostrato quale fosse la missione dell’argentino che ha pensato a far male ancora una volta nello stadio che gli ha dato praticamente tutto.

Di tutta la serata in chiave partenopea si potrebbero salvare, probabilmente, solo le ultime parole di Sarri: «Sono triste per due motivi: il primo è per la città e la gente di Napoli che tiene in maniera particolare alle gare contro la Juventus. Il secondo perché vedere Napoli e Juve, grigi contro gialli mi ha fatto male. Adesso abbiamo anche cancellato le figurine Panini».

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 751 Articoli
Giornalista

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