La notte delle stelle e delle nuvole

QUESTA RUBRICA VUOLE ESSERE UNO SPAZIO APERTO ALLE OPINIONI DEI TIFOSI AZZURRI CHE OGNI SETTIMANA POTRANNO ESPRIMERE IL PROPRIO PUNTO DI VISTA. CON IL GRUPPO “I BASTIONI AZZURRI”, OVVERO CON I “TIFOSI DI NAPOLI E DEL NAPOLI”, TIFOSI NEL BENE E NEL MALE, CONTROPIEDE AZZURRO APRE UN DIALOGO SETTIMANALE VOLTO A COGLIERE PREGI E DIFETTI EMERSI DURANTE LA GARA DEL NAPOLI , E SE QUALCHE BASTIONE AZZURRO CHE VIVE IN ALTRI PAESI DEL GLOBO VORRA’ PARTECIPARE, DARA’ UNA TESTIMONIANZA ANCOR PIU’ APERTA PIU’ OGGETTIVA E PIU’ LIBERA.

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NAPOLI – STELLA ROSSA 3 – 1

COMMENTO TECNICO A CURA DI GIOVANNI ONORATO

 Serata di ghiaccio a Fuorigrotta ed è il San Paolo a recitare la parte della coperta corta con un pubblico non proprio delle grandi occasioni. L’urlo “the champions” tuttavia prova a riscaldare i cuori e i piedi dei cavalieri azzurri sotto lo sguardo attento di Re Carlo che per l’occasione mette in mostra l’abito migliore. Unico azzardo forse schierare Ospina in porta di cui tra sosta e turnazione si erano perse le tracce e non a caso l’onesto colombiano in un paio di occasioni non appare molto reattivo. Provvidenziale una chiusura di Albiol – che per poco ci lascia il tacco – dopo una respinta errata del portiere napoletano. Il Napoli nei primi minuti appare contratto ed effettua uno sterile possesso palla, la Stella Rossa si nasconde dietro ai guantoni e prova a rispondere con diritti al volto velocissimi. Poi finalmente Allan e Ruiz – quest’ultimo a dare lezioni di cross ed aperture ai compagni – salgono in cattedra e la trebbiatrice della casa De Laurentis inizia a far male. Su calcio d’angolo riaffiora la vecchia anima del capitano che con uno dei suoi gol di rapina manda per la prima volta al tappeto il gigante serbo. Oramai anche gli spiriti maligni di Giuletta Romeo e Sorrentino sono alle corde e da li a poco abbandoneranno definitivamente il corpo del tempio. Tra la fine e l’inizio del secondo tempo doppio Mertens e cucù tetè la Stella Rossa non c’è più. Intanto il loro allenatore continua imperterrito a camminare avanti e indietro con le mani giunte dietro la schiena come se il fatto non gli appartenesse. La timidezza è un dono che noi accettiamo volentieri. Ma il Napoli è Napoli e la commedia deve riservare il colpo di scena. Durante una pausa caffè della squadra, Mario Rui decide di farsi la solita pennichella ed ecco arrivare il gol degli avversari che non ci consentirà di passare il turno anche perdendo per 2-0 in casa del Liverpool. <<Meglio così >> dirà Ancelotti in conferenza, <<andremo a Liverpool più concentrati>>. È lecito pensare però che negli spogliatoi a qualche immagine sacra prima del discorso alla squadra nel post partita, gli sia stato concesso di pernottare fuori per un giorno. A Parigi intanto il liverpool sta perdendo 2-1 e sulle gradinate, tra la gente di Napoli, si attende il boato che annunci il 2 a 2 e che consentirebbe all’ undici partenopeo di andare avanti in champions con un turno di anticipo. Il boato arriva a pochi minuti dal termine ma il San Paolo sa essere traditore e chi lo conosce bene sa che il ruggito giusto è preceduto da almeno due falsi allarmi e perciò non si scompone. Alla fine la classifica dirà Napoli primo nel girone della morte ma con la qualificazione tutta da sudarsi all’Anfield. Destino della sorte, migliore squadra con zero sconfitte e verremmo eliminati con una sconfitta ? Le stelle sono scomparse, via sotto la doccia. La serata è rimasta gelida e le nuvole da contare nella notte. L’ eco che ancora rimbomba : a Liverpool servirà l’impresa. Ma il Napoli è cresciuto sano bello e forte. I giocatori increduli e un po’ avviliti si dirigono dietro alle quinte, avrebbero voluto rivolgere l’inchino, a quel boato non sono abituati, a Napoli, non hanno ancora capito, che ci piace sfruculiare. Ma quasi sempre chi è bello ed invincibile non lo sa, all’ Anfield basterà fare i seri , la brexit con i babà sarà servita per la consapevolezza definitiva.
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