La prima volta di Gattuso a San Siro da avversario
Per la prima volta Rino Gattuso entrerà a San Siro da avversario in quello stadio che ha sentito come casa per tanti anni. Calabrese di nascita è diventato milanese nei fatti, nei modi di esprimersi (è tanta roba), e nella benevolenza della stampa che lo ha difeso dal presidente padrone che cercava di raddrizzare una stagione dopo l’ennesimo tonfo. Ora tutto tace: l’armistizio è stato siglato, il Presidente De Laurentiis è vicino alla squadra, la stampa locale incoraggia il condottiero che ora può raggiungere l’obiettivo a patto che non commetta più passi falsi.
Nella partita di andata, Gattuso franò sotto i colpi impietosi di Ibra che ne segnò due, ma fu anche un Napoli che era ancora alla ricerca di sincronismi ancor oggi da rivedere e perfezionare. Il Milan ebbe vita facile nella prima parte e il Napoli, dopo il ceffone, si svegliò ma il palo di Di Lorenzo, al solito negò il pari. Poi il secondo ceffone al quale rispose Mertens, ma Bakaioko si fece buttar fuori e il Napoli che aveva riaperto la partita, dovette arrendersi al risultato (1-3) e all’arbitro Valeri che sorvolò su una gomitata di Ibra a Koulibaly.
Ma domani è il futuro del Napoli che a San Siro tira fuori le unghie: negli ultimi anni 4-0 nel 2015/16, 2-1 nel 16/17, dopo 0-0 nelle due stagioni successive e 1-1 la scorsa stagione.
Arriverà a San Siro sapendo che avrà l’intera settimana per preparare l’altra sfida da alta classifica con la Roma. La partita con la Juventus è stata rinviata, la panchina inizia ad affollarsi, le gambe girano meglio, la calma è tornata.




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