La “questione meridionale” di De Laurentiis ed il sorridente “guerrafondaio” di Sacchi

Il Napoli ci ha provato. Il bellissimo colpo d’occhio del San Paolo ha fatto da corollario ad una serata che rappresenta sicuramente il punto da cui ripartire per compiere quell’ultimo balzo che manca alla squadra azzurra per poter battere le squadre al vertice del calcio europeo.

C’è da capire dove intervenire per consentire al tecnico di poter puntare decisamente a traguardi ambiziosi. Il presidente adesso lo sa.

Ha ragione Sarri, “il Napoli non è lontanissimo” dal Real, non si tratta solo di una sensazione ma ci sono i primi 55 minuti di ieri sera a certificarlo.

sacchiMaggiore fisicità, qualche uomo di qualità e di esperienza nelle zone nevralgiche del campo, la capacità di sfruttare meglio le palle inattive, molto spesso le grandi squadre sfruttano queste opportunità, l’intelligenza calcistica da parte di qualche uomo che sappia scatenare o congelare il ritmo della gara.

Insomma, nessuna rivoluzione. Ritocchi mirati da innestare in una rosa che è la più forte per il Napoli negli ultimi trent’anni, formata da giovani di spessore e da qualche uomo d’esperienza di cui il Napoli non dovrà privarsi.

La palla torna, quindi, al presidente. Ha ragione su tante cose che dice De Laurentiis, magari le dice fuori tempo o in maniera troppo diretta ma adesso lui sa che se vuole compiere l’ultimo passo dovrà tornare sul mercato e portare in maglia azzurra qualche giocatore che assicuri alla squadra fisicità, tecnica e magari anche la oramai famosa “cazzimma”.

La gara con il Real Madrid ha certificato che il Napoli ha diritto a giocare con le più forti e rinomate squadre d’Europa, il doppio 3 a 1 non è una bocciatura.

Adesso è importante riprendere il discorso in campionato e tentare di raggiungere la finale di Coppa Italia. Lo splendido primo tempo avrà lasciato scorie fisiche e mentali ma gli azzurri non possono permettersi il lusso di lasciare altri punti in campionato.

Il finale è dedicato alle dichiarazioni di De Laurentiis dagli spogliatoi del San Paolo ed alla sorridente, laconica ma pungente replica di Sacchi dagli studi di Mediaset Premium.

Il presidente ha rispolverato la mai risolta “questione meridionale” forse, come si diceva in apertura, in un momento poco adatto ma non è andato molto lontano dalla realtà. Si potrà discutere sulle posizioni di questo e di quello ma che il problema di fondo esista è innegabile. L’ex tecnico milanista, che con Paolo Rossi dagli studi è stato colto mentre indicava al conduttore di non voler intervenire direttamente col presidente sulla questione, ha poi qualificato De Laurentiis, che non era più al microfono, come un “guerrafondaio“. Ha ragione Sacchi. Al sud si vive, in certi momenti, come in una trincea dove non basta un buon elmetto per proteggersi. Il Napoli subisce da anni offese ovunque giochi, soprattutto al nord, ed è diventato tanto comune l’atteggiamento che neanche più il giudice sportivo interviene su quello che accade, anche perché la maggior parte dei direttori di gara nei referti minimizza.

E’ troppo recente l’episodio per doverlo rispolverare e parte sempre dallo stesso stadio, zeppo di figli di meridionali, che per il solo fatto di essere nati a Torino pensano di non dover portare rispetto alle proprie origini.

Con Tavecchio ancora presidente forse quest’atteggiamento proseguirà, nel frattempo il Napoli dovrà proseguire sulla strada intrapresa ripartendo da quello che la squadra ha saputo fare, che è tanto.

Giovanni Gaudiano

 

 

 

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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