La Top Ten dei gol azzurri del decennio

Con il 2019 appena concluso se ne va il secondo decennio di questo secolo; dal punto di vista dei colori azzurri un decennio che, dopo il precedente che aveva visto fallire e poi risorgere dalle ceneri la SSC Napoli fino al ritorno in massima serie, è stato caratterizzato dall’ascesa dei partenopei nel calcio italiano condita da grandi giocatori, vittorie importanti e, in alcune fasi, da un gioco tra i più belli d’Europa. Contropiede Azzurro propone la sua Top Ten, dal decimo al primo posto, dei gol azzurri degli ultimi dieci anni, prendendo come parametro di valutazione tanto l’importanza quanto la bellezza delle reti inserite in questa speciale classifica:

10) Ezequiel Lavezzi, Cagliari-Napoli 0-1 stagione 2010/11 – “Fischia, fischia…non fischiare”. Così Carlo Alvino, in una telecronaca divenuta celebre, accompagnava l’improvviso contropiede con cui il Pocho al 96’sigla il gol decisivo nella vittoria degli azzurri sul campo del Cagliari. Gli isolani a venti secondi dalla fine hanno a disposizione un invitante calcio di punizione al limite dell’area napoletana, ma la barriera ribatte, Cavani innesca la velocità di Lavezzi, che come un treno percorre tutto il campo e scaglia un destro che non lascia scampo all’incolpevole Agazzi. Delirio napoletano e “zona Mazzarri” pienamente rispettata

9) Edinson Cavani, Napoli-Lazio 4-3 stagione 2010/11 – Napoli-Lazio 4-3 si gioca alle 12:30 di una domenica di inizio aprile ed è una delle partite più pazze del decennio azzurro. Cavani e compagni, vincendo, possono raggiungere momentaneamente il Milan in testa alla classifica in attesa del posticipo serale del Franchi tra rossoneri e viola. L’occasione è ghiotta, ma la tensione in campo si sente tutta e la Lazio a inizio ripresa è in vantaggio per 2 a 0. La reazione dei ragazzi di Mazzarri è sorprendente, 2 a 2 in due minuti con Dossena e il Matador, ma le emozioni sono ancora all’inizio. Aronica con una sfortunata autorete regala un nuovo vantaggio ai biancocelesti, ed è ancora una volta l’uruguaiano a rimettere in piedi l’incontro su calcio di rigore. Quando tutto fa pensare a un pareggio e ad una chance sprecata, poi, è sempre Edinson a spostare gli equilibri; rinvio di De Sanctis, prima sponda di testa di Cristiano Lucarelli, seconda sponda di testa di Peppe Mascara e Cavani, solo avanti a Muslera, punisce il suo connazionale con un pallonetto vellutato che si insacca in rete e fa letteralmente impazzire il San Paolo, che per la prima volta dopo tanti anni si trova a sognare davvero la vetta della Serie A.

8) Marek Hamsik, Napoli-Sampdoria 3-2, stagione 2017/18 – E’ il 23 dicembre 2017, e Marek Hamsik, lo slovacco più napoletano di sempre, si prende definitivamente il suo posto d’onore nella storia del club partenopeo. Una settimana dopo aver raggiunto il record di 115 gol di Maradona sul campo del Toro, infatti, il capitano tocca quota 116 contro la Samp avanti ai suoi tifosi, diventando così l’azzurro più prolifico di tutti i tempi. La rete, inoltre, regala alla squadra di Sarri anche i tre punti in un match tutt’altro che semplice, con i doriani per due volte avanti nella prima frazione e due volte raggiunti, e poi superati, dai padroni di casa.

7) Lorenzo Insigne, Real Madrid-Napoli 3-1, stagione 2016/17 – Il decennio appena trascorso ha visto il Napoli disputare stabilmente le Coppe europee, ben figurando in più di un’occasione in Champions. E’ questo il caso della stagione 2016/17, quando i ragazzi di Sarri, nonostante superino il Girone da primi classificati, agli ottavi incontrano il Real Madrid. I blancos avranno la meglio al termine di 180 minuti molto più combattuti di quanto il doppio 3 a 1 in loro favore racconti, con il primo tempo degli azzurri al San Paolo che ridisegna i confini del concetto di “bellezza”, ma è nei primi minuti del Bernabeu che i cuori napoletani battono all’impazzata. Il Napoli, avanti al cospetto della squadra forse più celebre al mondo, entra in campo e dà lezioni di Sarrismo; è Hamsik, dopo alcuni scambi ravvicinati a centrocampo, a servire a Insigne un passaggio in verticale illuminante. Lorenzo è geniale nel rubare il tempo a Keylor Navas con un mezzo scavetto da fuori area di prima intenzione che viola la rete madrilena; spettacolo puro al Bernabeu e momento di gloria per il Magnifico.

6) Dries Mertens, Napoli-Torino 5-3, stagione 2016/17 – I gol probabilmente più belli in assoluto, come giocate individuali, del decennio li segna Dries Mertens, e lo fa alla sua maniera; due gol così belli e simili da essere inseriti in classifica ad ex aequo, perchè sarebbe impossibile preferirne uno piuttosto che un altro. Il primo è un pallonetto improvviso da posizione defilata che lascia tutti senza fiato e supera il portiere granata Hart depositandosi in rete e dando il via al delirio del San Paolo. “Questi gol, qui, li faceva solo Maradona” sentenzia Lele Adani in commento, mentre il labiale di Vlad Chiriches, dal campo, è ancora più eloquente: “Mamma mia”. Il belga, da quella partita in poi, nella nuova posizione di falso nueve disegnata su misura per lui da mister Sarri inizierà a viaggiare su medie gol impronosticabili, realizzando reti pesanti e straordinarie, come anche quella messa a segno in casa della Lazio il settembre successivo, con un altro pallonetto da cineteca, col pallone calciato di prima senza neanche guardare la porta per sfruttare l’uscita di Strakosha.

5) Marek Hamsik, Napoli-Juventus 2-0, stagione 2011/12 – Due Coppa Italia ed una Supercoppa il bilancio di trofei alzati dagli azzurri in questo decennio. Fantastica la Supercoppa di Doha con l’interminabile serie di rigori vinta con la Juventus, molto più triste, per fattori extra-campo, il 3 a 1 sulla Fiorentina nella finale della Coppa Nazionale del 2014. Storica, perchè primo successo dopo 22 anni, la vittoria in Coppa Italia sugli stessi bianconeri del maggio 2012, ultimo atto di una stagione che aveva visto i ragazzi di Conte aggiudicarsi lo Scudetto senza perdere nemmeno un match. A regalare il sogno ai tifosi napoletani, in quella serata dell’Olimpico, il solito Cavani dagli undici metri e poi Marek Hamsik. Giusto, in fondo, che a mettere la propria firma sul primo successo partenopeo del nuovo millennio fosse colui il quale più di chiunque altro avrebbe dimostrato di amare questi colori; sono gli ultimi minuti dell’incontro, e gli azzurri partono in contropiede per punire una Juve ormai stremata; è il Pocho Lavezzi, che terminerà in lacrime quella sua ultima partita napoletana, a servire al numero 17 il pallone che Marek deve solo indirizzare con un preciso rasoterra incrociato alle spalle di Storari per sancire il trionfo partenopeo.

4) Dries Mertens, Napoli-Lazio 4-1, stagione 2017/18 – Ancora Ciro Mertens e ancora la Lazio come vittima sacrificale. E’ la quinta giornata di ritorno ed il Napoli di Sarri sta tenendo un ritmo incredibile per respingere gli attacchi della solita Juventus seconda in classifica. Quando, al San Paolo, la Lazio va immediatamente avanti nel punteggio con De Vrij, l’idea di molti è che quella sarà la serata in cui si dovrà tornare con i piedi per terra e cedere il passo ai bianconeri. Nulla di più sbagliato, perchè in svantaggio il Napoli comincia a giocare un calcio spaziale, disputando forse una delle partite più belle in assoluto del triennio sarrista, annichilendo un avversario pur di livello e dando prova di una superiorità a tratti disarmante. Il gol del 4 a 1 del belga è, guardando l’intera azione, di una bellezza che toglie il fiato a chiunque ami questo sport; gli azzurri, come d’abitudine in quegli anni, partono dalla propria area di rigore con una ragnatela di passaggi che li fa arrivare fin nei pressi dell’area laziale senza che gli avversari abbiano ben capito cosa sia successo. Zielinski prende palla, doppio passo, suggerimento dentro per Mertens che sfiora la sfera con un mezzo esterno d’astuzia quel tanto che basta per battere Strakosha e far sognare ad occhi aperti un intero popolo.

3) Gonzalo Higuain, Napoli-Frosinone 4-0, stagione 2015/16 – Ultima uscita stagionale del Napoli nel primo anno di Sarri. La squadra, che contro ogni pronostico fino ad aprile ha lottato per il primato con la Juve, nelle ultime settimane ha subito un calo, e negli ultimi novanta minuti contro il Frosinone deve assolutamente vincere per guadagnarsi l’accesso alla Champions della stagione successiva senza passare per i preliminari. Gonzalo Higuain, trascinatore dei partenopei in quella cavalcata, inoltre, è a un passo da un incredibile record: se segnerà una tripletta l’argentino raggiungerà i 36 gol in campionato, facendo bene come mai chiunque altro nella storia della Serie A.  Nel primo tempo il vantaggio di casa è firmato da Hamsik, ma è nella ripresa che succede l’incredibile; Higuain ne fa uno, poi un altro ancora. Il record è raggiunto, ma ora va superato, ed il Pipita ci riesce nel modo più cinematografico possibile, con una semirovesciata dopo essersi aggiustato il pallone col petto che ricorda un po’ quella delle figurine Panini ed un po’ quella di Pelè in “Fuga per la vittoria”. La storia racconta che le immagini del numero 9 portato in trionfo dai compagni lungo la pista d’atletica di Fuorigrotta si tramuteranno un paio di mesi dopo in quelle di un addio tra mille polemiche destinazione Vinovo, ma quella serata di gloria non può essere cancellata.

2) Edinson Cavani, Napoli-Lecce 1-0, stagione 2010/11 – E’ il 19 dicembre del 2010 che Edinson Cavani fa capire ai suoi nuovi tifosi che, davanti a loro, più che un centravanti hanno un vero e proprio alieno. Il gol vittoria segnato al Lecce al 93esimo minuto è l’essenza di quello che è stato il Napoli di Mazzarri, cuore, abnegazione e organizzazione, e di quello che è il Matador, un giocatore in grado di unire atletismo, cattiveria agonistica e classe come pochi altri. Un Napoli privo di Lavezzi squalificato sta perdendo l’occasione di accorciare sul Milan prima delle feste di Natale non riuscendo a sbloccare il match con i pugliesi, che anzi vanno ad un passo dal vantaggio nel finale con Ofere; è Gianluca Grava a salvare la porta di Morgan De Sanctis con un intervento in scivolata degno dei migliori difensori del mondo. Il pallone, a quel punto, sta terminando in fallo laterale, ma Gargano dopo una battaglia di novanta minuti ha ancora il fiato per recuperarlo e consegnarlo nei piedi di Cavani. Da qui in poi il racconto lascia il passo all’epica dell’eroe: Edinson riceve palla, e pur ancora nella sua metà campo punta chiaramente la porta avversaria. Ne salta uno, due, tre, e poi scarica verso la rete leccese un missile terra-area che supera Rosati e lascia sbigottito il pubblico del San Paolo, che si lascia andare al delirio collettivo e celebra uno dei più grandi attaccanti che abbiano mai indossato la casacca azzurra.

1) Kalidou Koulibaly, Juventus-Napoli 0-1, stagione 2017/18 – Sarebbe stato da film vincere uno Scudetto così, sarebbe stato un qualcosa che avrebbe fornito materiale per pellicole, libri, documentari e quant’altro per decenni. Battere la Juve in casa sua, all’ultimo secondo, con uno stacco imperioso di Kalidou Koulibaly dal Senegal mentre la curva bianconera canta i soliti cori razzisti, dopo aver incantato l’Italia e l’Europa con un calcio spettacolo che raramente si era visto nel nostro campionato. Sarebbe stato meraviglioso, epico, straordinario, e probabilmente anche giusto, ma purtroppo non è stato. Inter-Juventus della settimana successiva lo ricordiamo tutti, così come ricordiamo le decisioni incomprensibili di Orsato, le sostituzioni scellerate di Spalletti e l’urlo strozzato in gola con la Juve che ribalta la partita nel finale. Eppure, quel senso di felicità, speranza, e perchè no anche illusione dato da quello stacco imperioso in quella notte di fine aprile rimane, e rimarrà sempre nei nostri cuori e nelle nostre memorie. In quel momento, in quella sera, in quella settimana, chiunque a Napoli, almeno per un attimo, chi dopo tanti anni chi per la prima volta nella vita, è riuscito a immaginarsi Campione d’Italia, e quelle sensazioni regalate al popolo azzurro regalano al colpo di testa di Kalidou il primato tra i gol del decennio.

 

Bruno Marchionibus

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