L’anno che verrà, ricominciamo da ‘o surdato nnammurato

Tre mesi senza il Napoli: un vuoto per i tifosi azzurri che, questa sera, saranno spettatori imparziali per conoscere chi disputerà la Champions, chi l’Europa League, chi scenderà in serie B. Mercoledì 29, i sarristi e gli antisarristi assisteranno alla finale di Europa League a Baku che potrebbe dare il primo trofeo al tecnico che qui ha lasciato rimpianti senza vincere nulla, e, sabato 1° giugno sarà la volta della finale di Champions tra il Totthenam e quel Liverpool di Klopp che fu dominato dal Napoli di Ancelotti.
Tre mesi di calciomercato per capire quale Napoli scenderà in campo il prossimo campionato: non sono 60 i nomi sul taccuino di Giuntoli – ha ben chiarito Ancelotti ai microfoni Sky – ma un bel po’ di profili da contattare, verificare, ingaggiare dopo aver chiarito alcuni punti di partenza.
1) L’idea Quagliarella, romantica quanto si vuole, dovrà trovare però una giustificazione tattica e non solo: rimanere alla Samp che non sarà impegnata in competizioni europee, potrebbe essere la soluzione razionale più giusta. Dovessero vincere le ragioni del cuore, dovrebbe accettare un massiccio turnover che in un atleta che compirà 37 anni a gennaio, potrebbe rivelarsi negativo. Ma è solo uno degli interrogativi di Ancelotti & company.
2) Lorenzo Insigne: resta? I commenti sui social dei tifosi sono impietosi ma è la brutta piega che ha preso il tifo in questo anno di transizione. La prova insufficiente al Dall’Ara ha dato ancor più forza ai detrattori che si augurano un biglietto di sola andata. Sulla scia di Paolo Cannavaro, Insigne non trova serenità con commenti anche ingiusti, perché, come Sarri ha detto “non voglio essere giudicato per gli ultimi 90 minuti”, così Lorenzo Insigne andrebbe giudicato per ciò che ha dato in oltre 40 partite in questo campionato. Nel passato, a servizio di Cavani, poi di Higuain, ha duettato con Mertens; oggi con Milik o Mertens o Younes a inventarsi la posizione più giusta senza tener conto di Marek Hamsik. Eh, sì, il capitano azzurro, l’uomo che aveva rifiutato la Juve, tenuto a bada Raiola, l’azzurro più azzurro che c’è, che aveva rinnovato il contratto con qualche 0 da rispettare, l’uomo che amava le Ferrari, l’uomo riservato che condivideva le braciate con gli amici: quell’uomo ha lasciato il Napoli a metà strada. Eppure quante ne ha sbagliate di partite: quante volte è stato messo in discussione. Mai, però, è stato insultato come Insigne. E’ il lato peggiore del tifo, quello di “puntare” un giocatore fiaccandone le certezze com’è anche per Hysaj e Rui.
3) Appunto Hysaj e Mario Rui. Il portoghese è quello che scende sempre in campo con la cattiveria del guerriero; è quello che iniziò la sua avventura al Napoli con la ruggine nelle giunture delle ossa perché Sarri non lo aveva mai schierato. Entrò a freddo per il primo infortunio di Ghoulam quando si giocava contro il Man City di Guardiola. Ha commesso degli errori di copertura, ma quanti salvataggi si ricordano? Su Fb però si può scrivere di tutto: nessuno ti vede mentre insulti. Anche per Hysaj si sprecano le “emoji” per esprimere il desiderio che vada via come grazia da ricevere: magari gli stessi che hanno idolatrato Maurizio Sarri che lo avrebbe portato con sé sin dal primo momento e ancora lo vorrebbe. Allora è folle Sarri? Incompetente? Demente? Maledetto l’uso improprio dei social che limitano la discussione: Hysaj, con il gioco di Sarri era pressocchè perfetto nella catena di destra; con il gioco di Ancelotti ha trovato molte difficoltà ma, quando manca lui e si “esibisce” Malcuit, qualche dubbio dovrebbe pur sorgere.

Sarà dunque compito del tecnico chiarire per ripartire e arricchire: ma è l’altra faccia della medaglia che deve fare campagna acquisti di tifosi. Prima di dichiararsi tali, tutti dovrebbero seguire, capire, informarsi perché in troppi si chiudono in litanie di gruppi per dare forza al proprio malcontento. “Vogliamo vincere” è di colui che gioca al gratta e vinci. Ma perde. Si può ricominciare dal classico “O surdato nnammurato” in un San Paolo degno della squadra azzurra.
Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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