L’Atalanta vanifica i sogni Champions del Napoli che va in silenzio stampa
Atalanta-Napoli 4-2 ( 51′ Zapata; 58′ Zielinski; 64′ Gosens, 71′ Muriel; 76′ aut. Gosens; 79′ Romero)
Fino al gol di Zielinski i tifosi del Napoli devono aver persino rimpianto Donadoni; la reazione avuta dagli azzurri a seguito della rete del polacco è più mentale che legata ad altro, ma la squadra di Gattuso è come un castello di carte: le incursioni atalantine mettono in panico la difesa azzurra, e ovviamente non basta l’attaccamento alla maglia per poter risalire la china. Ottava sconfitta stagionale, seconda sconfitta consecutiva, Napoli in silenzio stampa: teoricamente l’obiettivo Champions League è ancora possibile, ma come si fa se un allenatore sventola bandiera bianca già nel post-partita di Granada? Con onestà intellettuale va riconosciuto l’importanza delle tante assenze, ma va anche riconosciuto che nella gestione il tecnico calabrese e lo staff tecnico hanno palesemente sbagliato; e Osimhen- indipendentemente dal brutto colpo alla testa rimediato nel finale di partita- ha dimostrato di non essere ancora pronto. E’ veramente difficile andare avanti con un allenatore sfiduciato e in crisi di idee; se anche la qualificazione agli ottavi di EL dovesse sfumare la stagione del Napoli rischierebbe di perdere ogni stimolo.
Gattuso sceglie di preservare Insigne che aveva accusato un fastidio alla schiena e sceglie il 4-2-3-1, con Zielinski che gioca alle spalle di Osimhen e la coppia Fabian Ruiz-Bakayoko davanti alla difesa. Nel primo tempo Gollini viene impegnato in pratica solo una volta, da un colpo di testa di Osimhen deviato sopra la traversa (minuto 35), ma anche Meret non ha bisogno di straordinari. L’occasione più importante resta quella del 17’, quando un’incursione centrale di Pessina viene fermata da Mario Rui e solo faticosamente le immagini chiariscono che c’è un contatto ginocchio contro ginocchio. Molte proteste dell’Atalanta per il mancato intervento del Var, che lascia l’interpretazione all’arbitro: Gasperini le prolunga, fino all’espulsione del minuto 26. Le altre due chance capitano a Gosens (minuto 33, sinistro fuori) e a Zapata che al 43’ riceve da Pessina (il quale poteva anche scegliere il tiro), ma controlla male in area un pallone che meritava miglior fortuna.
Al 52′ la gara si sblocca: assist di Muriel per Zapata che sovrasta di testa Mario Rui e batte Meret. Impegno e voglia del Napoli non sono mai venuti meno e al 58′ il pareggio è da applausi: Politano vede l’inserimento centrale di Zielinski che al volo fa secco Gollini al 58′. La gioia di Gattuso, però, dura solo 6′: Muriel vince un paio di rimpalli, pallone a Zapata che taglia sul secondo palo per Gosens che di sinistro non sbaglia. I partenopei hanno un altro sussulto al 69′, quando Fabian Ruiz serve Insigne e Djimsiti salva in scivolata. Muriel è un autentico demonio e al 71′ cala il tris con un sinistro sotto l’incrocio dopo aver saltato Rrahmani. Un’autorete goffa di Gosens su cross di Politano al 76’rimette in pista il Napoli, che alza definitivamente bandiera bianca al 79′: corner di Muriel spizzato da Djimsiti e ancora Romero di testa cala il poker. Il Napoli non ne ha più e nel finale perde ancora Osimhen: l’attaccante nigeriano cade male e batte la testa perdendo i sensi; il nigeriano viene portato fuori in barella e sembra sia necessario addirittura l’ossigeno, ma nel post partita attivano buone notizie: per fortuna ha ripreso conoscenza.




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