L’avvocato juventino ammette un comportamento indifendibile

A proposito della chiusura della curva dell’Allianz per cori razzisti, l’avvocato Luigi Chiappero ha presentato un ricorso che qui riportiamo:
“La contraddizione di questo ricorso è che non vi sarebbe ragione per difendere frasi e gesti che nessuno di noi vorrebbe vedere o sentire, ma la sanzione è pur sempre insopportabile a sua volta quando manifesta una disparità di trattamento tra Juventus e le altre società. Con un provvedimento che quasi modifica la norma del codice sportivo, il giudice, che sempre ha riconosciuto la cosiddetta condizionale alla prima violazione sui cori razzisti, é riuscito con una interpretazione creativa a non concederla. E così una ingiustizia processuale legittima una doglianza per un comportamento indifendibile“. “È forse ora di cambiare passo. Non credo che la responsabilità oggettiva per le società per i cori razzisti e territoriali sia un buon metodo per punire ciò che davvero deve essere sanzionato. È ora di punire i singoli autori di comportamenti sbagliati. È ora di applicare la responsabilità individuale, almeno laddove la tecnologia lo consente, come nel caso dell’Allianz Stadium. La colpa di qualcuno diventa la punizione per tutti e tra questi ci sono sicuramente degli ‘innocenti’: i tanti che facendo parte di quel settore non hanno cantato, i molti che se non fosse per pochi non avrebbero cantato, la società che paga per tutti coloro che non avrebbero mai voluto sentire certi cori vergognosi, che nessun moderno tifoso vuole più sentire. Chi non ha colpa, non deve più pagare”.

Più che un ricorso, sembra un’arringa quella scritta dall’avvocato della Juventus Luigi Chiappero che esclama: “ legittima una doglianza per un comportamento indifendibile”. E già questa ammissione sarebbe sufficiente a rigettare il ricorso che viceversa chiede di essere accettato per due motivi: il primo riguarderebbe “una manifesta disparità di trattamento tra Juventus e le altre società”; il secondo motivo pare soprattutto un’invocazione a cambiare passo per abolire la responsabilità oggettiva.

Inoppugnabile è ciò che scrive l’avvocato Chiappero: mette in evidenza come in tanti stadi si inneggi impunemente al Vesuvio pur tra arbitri e dirigenti distratti. Ha ragione anche quando chiede di porre mano alla responsabilità oggettiva che individui coloro che, ossessionati dai colori azzurri, continuano a minare certezze giuridiche allontanando le famiglie dagli stadi e avvicinando sempre più elementi disturbati nella mente o dalla malavita . Tuttavia, da parte della dirigenza, oggi più che mai indaffarata a parare colpi per l’imminente servizio di Report, per l’uscita (accompagnata) di Marotta e per le faccenduole del divino Cr7 , da parte della dirigenza – si diceva- sarebbe stato doveroso prendere le distanze da quei cori verso i quali nessuno spettatore ha osato ribellarsi: dunque come si conciliano le parole dell’avvocato quando dice “frasi e gesti che nessuno vorrebbe vedere o sentire” ? Sarebbe sufficiente fischiare quando si alzano i cori di 100 o 1000 beduini all’Allianz o in altri stadi per non essere complici, sarebbe sufficiente che Allegri migliorasse l’udito; sarebbe sufficiente sentire la voce del Presidente riabilitato che condanni tali atti di inciviltà. Vero avvocato Chiappero?

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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