Le grandi stregate dalla Coppa Italia: cade il Napoli, la Roma, la Juventus

Sovvertiti finora tutti i pronostici: perde il Napoli a San Siro; perde in modo mortificante la Roma a Firenze; perde la Juventus a Bergamo. Perdono le grandi del campionato senza se e senza ma: il Napoli senza nerbo, senza grinta, senza ordine, senza attacco, senza difesa. La Roma ne prende 7 (sette) dalla Fiorentina che diventa per una sera il Real Madrid di Ronaldo. La Juventus subisce tre sberle dall’Atalanta, (dopo aver subito uno stop in campionato) mostrando una squadra fragile in difesa, disordinata in campo, con un Ronaldo irriconoscibile. Allegri dice: “E’ capitata una giornata storta. E’ umano, è da matti pensare di vincerle tutte. E’ dura uscire dalla Coppa ma merito dell’Atalanta che ha mostrato più grinta. Son serate che fanno bene, si salvano una, due, poi le prendi come l’anno scorso. Ora dobbiamo recuperare le energie e pensare a sabato. Ci sono momenti così durante la stagione: bisogna stringere i denti e guardare avanti. Nel calcio si vince, si perde: non è un campanello d’allarme e ai ragazzi non bisogna rimproverare niente”.

Se lo dice Massimiliano Allegri, tutti dovrebbero ripensare alle critiche distruttive dedicate a Re Carlo e ai suoi guerrieri: si è letto di tutto, dal declino del tecnico, al ciclo concluso dei “vecchi”. Viceversa, come Benitez soleva dire, una sconfitta così “ci può stare”. Il mercato ha avvelenato l’isola felice dove Ancelotti lavora bene e si diverte. Allan con la testa a 6 milioni dovendosi “accontentare” di due; Hamsik che già sarebbe in Cina se solo gli orientali avessero posato 25/30 milioni nelle casse del Napoli; Ancelotti che ha preparato la doppia sfida contro la “sua” squadra senza uscire dai sentimenti: onore a lui che forse ha trasmesso anche ai suoi guerrieri un ché di diverso nell’approccio e nello sviluppo del gioco: né a palleggiare come con Sarri, né in verticale come vorrebbe. Ancelotti contro il suo passato. Ma se si vuol negare questo passaggio mentale, è doveroso guardare gli altri risultati frutto di prestazioni ben più disastrose: la Roma che perde per 7-1 ha di che preoccuparsi dopo aver pareggiato in campionato contro l’Atalanta in rimonta di tre gol. La stessa Juventus, guidata da Allegri, mostra una difesa “aperta” senza Chiellini che lascerà per un po’ i bianconeri dopo l’infortunio al polpaccio. Dopo tre partite vinte per “fortuna”, doveva venire lo stop ufficiale, come ha ammesso lo stesso tecnico.
E siamo al Napoli: per Ancelotti è la prima brutta sconfitta dopo quella di inizio campionato contro la Sampdoria: anche contro l’Inter il Napoli poteva tornare con uno o tre punti. Con il Milan, in Coppa, ha meritato di perdere come la stessa Juventus. Ora si deve voltare pagina con la fiducia dell’ambiente capace di sorreggere la squadra. A ciascuno il suo.
Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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