L’Editoriale di Giovanni Gaudiano. Verso Russia 2018 con il mercato ancora aperto, il varo del VAR, ed un Napoli legittimato ma non obbligato a vincere

Riparte il campionato. Sarà l’edizione numero 116, la 86^ a girone unico.

Si comincerà prima, perché a fine stagione si giocherà il mondiale di Russia a cui l’Italia ancora non sa se approderà. Le squadre scenderanno in campo quando il mercato ancora non sarà chiuso ed è possibile che vi siano ancora movimenti di rilievo.

E’ il calcio di quest’epoca. Poche certezze, qualche giocatore affezionato alla maglia, molti denari che circolano e sempre meno qualità tecnica.

Certo si gioca ad alta velocità, le partite sono molte, soprattutto per chi partecipa alle competizioni internazionali, ma basta poco per sentire commenti pieni di iperboli da parte di commentatori urlanti abituati a sbagliare spesso, troppo spesso.

Eppure nel passato si diceva che Nicolò Carosio raccontasse una partita diversa da quella che si stava giocando. Il pubblico, però, non poteva vederla, la voce arrivava dalla radio. Oggi con telecamere messe dappertutto, ralenti e replay a profusione, telecronisti coadiuvati da altisonanti esperti, spesso si ha la sensazione che la voce  stia raccontando un’altra partita.

Da oggi pomeriggio, però, ci sarà la novità del VAR. Ci sono voluti decenni perché si arrivasse alla moviola in campo, sia pur con tutte le limitazioni previste, e pur non avendo ancora giocato nessuna partita ufficiale sotto l’egida del nuovo sistema già ci sono quelli che dubitano, paventano cospirazioni e soprattutto ne descrivono i difetti e la valenza come se fosse già in uso da tempo.

Il sale della vita è la discussione, ma forse oggi viviamo in un’atmosfera troppo sapida.

Veniamo al Napoli. Che la squadra di Sarri meriti i titoli delle prime pagine è giusto ed inevitabile. Che Hamsik e compagni siano dati tra i favoriti anche. Appare, però, probabilmente strumentale e capzioso dire che il Napoli di Maurizio Sarri sia il favorito assoluto del campionato che sta per iniziare.

2017-2018-calcio-italia-campionato-serie-aCi sono almeno sei squadre che possono legittimamente aspirare di competere, tra queste sei i campioni in carica della Juventus sono certamente i favoriti sotto tutti i punti di vista.

Hanno un importante e numeroso organico, hanno l’esperienza e l’abitudine a giocare per i grandi obiettivi, hanno il bilancio più ricco ed il fatturato più alto del calcio italiano, vicino a quello delle big d’Europa.

Hanno un allenatore inserito tra i migliori d’Europa nelle statistiche Uefa etc, stanno ancora operando sul mercato con investimenti rilevanti.

Perché la Gazzetta dello Sport indica, quindi, con un sondaggio, sia pur fatto tra giornalisti, che la favorita è da considerarsi il Napoli?

E’ davvero un gioco e nulla più? E’  solo un sondaggio raccolto tra tante voci che non nasconde nulla? La stampa napoletana, quello che ne resta, ed in generale tutto il mondo dell’informazione partenopea farebbe bene, però, a puntualizzare ed a rettificare.

Non per mettere le mani avanti né per puro esercizio scaramantico, ma solo per rimettere le cose al loro giusto posto.

Il Napoli conosce la sua forza ed è deciso a metterla in campo, ma se si dice che la squadra di Sarri gioca bene e non vince allora va anche detto che sicuramente vuole competere senza che questo legittimo desiderio diventi un obbligo.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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