L’ESTATE DELLE STELLE CADENTI

Sbattono tutti le porte. In un mese o poco più, ha iniziato Albertini, lo ha seguito Prandelli, poi Abete, adesso Conte. E’ sempre colpa di qualcun altro. L’Italia affonda e l’indice va a cercare il colpevole. Soltanto  Balotelli non l’ha sbattuta la porta perchè non ne ha avuto il tempo: i senatori l’hanno preceduto ed avevano provveduto. Loro, senior, vittime e innocenti lesti più di lingua che di piede, hanno cavalcato l’onda giusta. E i tifosi, tapini, gli hanno pure creduto: e non è che avessero torto. Il Balo non piace perchè ha il clichè vincente del negativo. Smodato, rissoso, fragile, piagnucoloso, ma quel ch’è peggio per il suo mestiere, inconcludente. La stampa per anni lo ha montato come si fa con la panna ed ora lo ha scaricato. E’ l’estate delle stelle cadenti: dopo Balotelli, i falsi d’autore del Brasile e poi Leo Messi in fuga da se stesso oppresso da una figura ingombrante divenuta un incubo. E Antonio Conte ha chiuso poi il cerchio del momento, sbattendo la porta alla Juventus rea di non avergli dato le chiavi per giungere in cima all’Europa. Eppure il signor Antonio giunse a Torino con qualche scheletro nell’armadio, che quando venne fuori  provocò una tempesta: 10 i mesi di squalifica per omessa denuncia che, attraverso il ricorso al Tnas, divennero 4. E la società lo sorresse e lo soccorse. Ora, qualche réfola, come dice Maurizio De Giovanni, “essendo femmina, sa sempre quello che fa. Non si distrae dal compito che si è prefissata”. La réfola lo ha sfiorato e lui se n’è andato. Ma ci sono i senatori, no?

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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