L’Europa ha bocciato il 4-2-3-1. Sarri in Champions al primo anno

La stagione appena conclusa ed il mercato che sta già impazzando suggeriscono una serie di considerazioni.

Si ipotizzano formazioni, arrivi, partenze e moduli per una stagione che inizierà per i campionati più importanti nel mese di agosto.

Nella enorme massa di opinionisti, allenatori e commissari tecnici, che raggruppa praticamente tutti, si è convinti che questo o quel modulo con vecchi e nuovi interpreti rappresenti la migliore soluzione per la squadra del cuore.

Ora senza voler stabilire con sicurezza quale possa essere il modulo più valido, più vincente è giusto fare un po’ di ordine.

La stagione da poco andata in archivio, nei maggiori sette campionati europei ( Inghilterra, Germania, Spagna, Italia, Francia, Portogallo, Olanda e Belgio), ha visto una sola squadra primeggiare adottando il 4-2-3-1.

L'ex portiere belga Michel Preud'homme oggi allenatore del Club Bruges
L’ex portiere belga Michel Preud’homme oggi allenatore del Club Bruges, vincitore del campionato belga

Si tratta del Club Bruges, squadra belga allenata dall’ex grande portiere Preud’homme.

In Inghilterra si è imposto il Leicester di Ranieri con un abbottonato ma elastico 4-5-1; in Germania il Bayern di Guardiola ha giocato con manovriero 4-1-4-1 che non gli ha consentito di primeggiare in Champions; in Spagna il Barca di Messi è stato schierato in campo dallo spagnolo Luis Enrique con il 4-3-3; in Italia sappiamo tutti come la Juventus abbia giocato un pratico 4-4-2; in Francia l’ex partenopeo Blanc ha utilizzato anche lui il 4-3-3; in Portogallo Vitoria ha portato ancora al successo il Benfica con il 4-4-2 ed in Olanda Cocu ha battuto sul filo di lana l’Aiax, schierata con il 4-2-3-1, con un 4-3-3.

Solo in finale di Europa League si sono affrontate due squadre schierate con il 4-2-3-1: il Siviglia di Emery ed il Liverpool di Klopp, entrambe le squadra, però, non hanno raggiunto nei rispettivi campionati una posizione finale nelle prime quattro e gli spagnoli giocheranno la Champions solo per la vittoria ottenuta in Europa League.

Pensare, quindi, che il 4-2-3-1 tanto caro a Benitez, che a Napoli abbiamo ammirato per due stagioni, possa essere definito il modulo ideale o adottato dalle maggiori squadre europee ci pare abbastanza azzardato.

D’altronde partendo dalla Premier tra le prime quattro solo il Tottenham (4° in classifica) di Pochettino ha giocato con il 4-2-3-1; in Germania solo il Leverkusen (3°); in Spagna nessuna delle prime quattro come in Italia, in Francia solo il Monaco del portoghese Jardim giunto terzo in classifica finale ed in Portogallo solo il Porto (3°) di Peseiro, esonerato in giornata. Nel campionato olandese e belga è presente l’unica eccezione con due squadre, che hanno chiuso tra le prime quattro, rispettivamente: in Olanda l’Aiax (2°) e Az Alkmaar (4°) e in Belgio il già citato Bruges primo e l’Ostende (4°).

Ci pare di poter tranquillamente affermare che questi due ultimi campionati non siano tra i più importanti d’Europa.

In conclusione è possibile dire che il modulo più adottato dalle grandi squadre d’Europa è il 4-3-3 che supera di poco il 4-4-2.

Il Napoli di Sarri ha adottato in pratica il modulo più diffuso ed è solo per la possibilità di avere a disposizione qualcosa di diverso, da mettere in campo quando la situazione lo richieda, che ci pare giusto che il tecnico possa operare occasionalmente una variazione per creare qualche difficoltà agli avversari.

Rino Marchesi tecnico del Napoli nel primo anno in azzurro di Diego Armando Maradona
Rino Marchesi tecnico del Napoli nel primo anno in azzurro di Diego Armando Maradona

Benitez allena in Inghilterra, è voluto andar via da Napoli per tentare la grande ma sfortunata avventura al Real. Ci ha lasciato una Coppa Italia e una Supercoppa, ma in entrambe le stagioni non è riuscito ad approdare ai gironi di Champions, anche se negli occhi di tutti c’è la partecipazione a quel girone portato a termine con 12 punti in classifica che non consentirono il passaggio agli ottavi. Quella Champions, per amore della verità, fu conquistata da Mazzarri, che abbandonò il Napoli per approdare all’Inter.

Oggi, comunque, c’è Sarri. Merita fiducia e sostegno. In fondo, al primo anno, un secondo posto non era riuscito neanche al Napoli di Maradona con in panca quel gran signore che è stato ed è Rino Marchesi.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

1 Commento

  1. articolo basato sull’aria fritta e senza dati oggettivi. e comunque l’europa ha bocciato sarri reo di farsi cacciare da una squadra tecnicamente e tatticamente inferiore. ma che ci andiamo a fare in champions ??????? arricchire il pappone di torre annunziata. mi sa che anche l’anno prossimo vedremo altri alzare coppe e coppette.

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