LO SCHIAFFO A PLATINI

Michel Platini

La posizione del francese è fortemente in bilico. Qualcuno parla di una lunga squalifica, altri di radiazione. Se il calcio mondiale vuole cambiare, è necessario andare su altri candidati per la presidenza Fifa. Novità auspicabili anche per l’Italia

CARICATURA_GAUDIANOLa settimana che passa tra Bologna-Napoli e Napoli-Roma attraverso l’Europa League potrebbe lasciare il segno nel mondo del calcio, non tanto per i risultati del campo quanto per le controversie giudiziarie in ambito Uefa e Fifa.

Il vento forte del cambiamento soffia. Se Blatter è da tempo fuori dai giochi ed era ora vista la sua età (79 anni) e la sua lunga ed iniqua presidenza durata 17 anni, i fatti della settimana potrebbero liberare il mondo del calcio anche da Michel Platini.

Il francese aspira ancora alla poltrona della presidenza della Fifa ma la recente sospensione e alcune notizie trapelate e pubblicate sull’autorevole quotidiano transalpino “L’Equipe”, anche se poi corrette dall’intervistato ma non ritrattate, fanno pensare che la carriera di dirigente del numero 10 juventino potrebbe essere arrivata al capolinea.

D’altra parte la conferma della sospensione, che gli ha impedito di presenziare ai sorteggi per l’europeo del suo paese, nonostante il ricorso e le pressioni fatte per evitare questa forte perdita d’immagine, potrebbe essere un segnale in tal senso.

Se la cosa dovesse accadere, credo siano molti quelli che tireranno un sospiro di sollievo ed i motivi sono diversi.

Primo: Platini non è stato mai un simpatico. In campo e fuori la sua spocchia mista a maleducazione hanno fatto capolino di continuo. Chi non ricorda le sue subdole polemiche ed illazioni da signorino con il grembiulino pulito raffrontate alla genuinità e libertà di pensiero di Maradona?

Joseph Blatter
Joseph Blatter

Secondo: nelle interviste rilasciate negli anni trascorsi da capo dell’Uefa non ha mai risparmiato frecciate al calcio italiano, che pure gli ha dato la notorietà e le risorse economiche per diventare quello che è.

Terzo: le sue “liaisons dangereuses”, private e pubbliche, venute fuori prepotentemente nell’ultimo periodo mettono in mostra un uomo alla ricerca spasmodica del potere, da raggiungere a qualunque costo anche senza avere forse le qualità necessarie per gestirlo.

Il quadro generale è questo. E se il mondo del calcio ha capito che è arrivato il momento di cambiare, la poltrona di presidente della Fifa non può essere appannaggio di un personaggio simile.

Carlo Tavecchio
Carlo Tavecchio

Le riflessioni su Platini ci portano in conclusione anche a guardare nel nostro orticello. La gestione Tavecchio non ha sin qui rappresentato quella inversione necessaria al calcio italiano per cambiare rotta. L’attuale presidente è tra l’altro uno dei sostenitori di Platini e questo mostra uno stato di sudditanza del nostro governo del calcio fuori posto, visto che se Blatter non presenziò alla consegna della Coppa del Mondo 2006, vinta dagli azzurri, Platini ha più volte rilasciato dichiarazioni sul calcio italiano irrispettose, inadeguate e viziate da un pregiudizio tipicamente transalpino di chi ha dimenticato le sue origini piemontesi.

C’è da augurarsi che il vento forte del cambiamento arrivi anche da noi, portando novità ed aria fresca.

Giovanni Gaudiano

 

 

 

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 751 Articoli
Giornalista

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