LO STAFF MEDICO VINCENTE

Alfonso De Nicola, responsabile staff medico SSC Napoli

Ci siamo. Il campionato 2014-2015  comincia con fiducia e consapevolezza. Lo scorso campionato Benitez fu accolto con entusiasmo, tuttavia il timore di un Napoli sperimentale, peraltro privato di Lavezzi prima e di Cavani poi, lasciava spazio a molte perplessità. Un modulo di gioco stravolto, una preparazione diversa da quella di Mazzarri, tante x in luogo di certezze con  gli scarti del Real e un belga sconosciuto. Oggi il sentimento è in accordo con la ragione e l’interesse dei tifosi è convogliato soprattutto sulla tattica. I soliti insoddisfatti, criticoni e soloni non demordono: non si compra il top player, non si vende ma si svende, non si accettano ingaggi per campioni: c’è sempre qualcosa che non si fa. Benitez, invece, fa: insegna, costruisce e sorride. “Ascoltare Benitez significa apprendere, imparare”, ha detto il dottor Michele Marzullo, direttore scientifico della SS Calcio Napoli intervenuto a Dimaro nella trasmissione di Canale 8. E il suo intervento ha permesso di capire perchè  gli infortuni in casa Napoli siano di gran lunga inferiori a quelli delle altre squadre. Va detto innanzitutto che soltanto la squadra azzurra in Italia, e in gran parte dell’Europa, ha adottato un sistema di prevenzione scientifica per ridurre i rischi della morte improvvisa da sport e per limitare gli infortuni muscolari che inficiano la carriera stessa di un atleta. Sin dal precampionato, si svolgono test atletici con la supervisione dello staff sanitario che da l’okey per ogni calciatore acquistato non accettando l’autocertificazione come in altri club. Nel maggio scorso, lo staff medico del Napoli ha ricevuto il premio ‘Buona Sanità’ presso la Mostra d’Oltremare ritirato dal coordinatore Alfonso De Nicola ed i suoi collaboratori Enrico D’Andrea e Raffaele Canonico, nonché dal presidente dell’EASMES Michele Marzullo. L’intero stafflotta contro la superficialità con cui i giovani si accostano allo sport per cui sostengono l’iniziativa di creare un passaporto biologico dell’atleta.Da un uomo sano nasce un atleta sano ed una squadra competitiva.E il Napoli sotto i riflettori di tanti club col blasone invecchiato, può dare ancora una volta una lezione di civiltà.

Diana Miraglia

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Giornalista

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