Contropiede Azzurro

Lobotka, circa due mesi per il recupero

“ Per il recupero di Lobotka potrebbero servire circa due mesi, con la possibilità di anticipare il rientro se la riabilitazione procedesse nel migliore dei modi”: queste le parole del professor Enrico Castellacci intervenuto ai microfoni di Kiss Kiss Napoli per spiegare la natura del problema alla caviglia sinistra del centrocampista del Napoli.

Gli esami strumentali hanno evidenziato una lesione della sindesmosi tibio-peroneale senza instabilità, associata a una lesione di basso grado del legamento peroneo-astragalico anteriore (LPAA). Una diagnosi tecnica che richiede attenzione, soprattutto per evitare ricadute durante il percorso di riabilitazione.

ll professor Castellacci ha chiarito il significato del bollettino medico del Napoli, spiegando che la sindesmosi è la struttura legamentosa che unisce tibia e perone nella parte inferiore della gamba, contribuendo alla stabilità della caviglia.

Un trauma distorsivo può danneggiare questa struttura. Nel caso di Lobotka, l’assenza di instabilità associata rappresenta un elemento importante per valutare la gravità del problema e individuare il trattamento più appropriato.

La lesione della sindesmosi, infatti, non richiede necessariamente un intervento chirurgico. La decisione dipende dalla gravità del quadro clinico e dalla stabilità dell’articolazione. Nei casi più complessi, i medici possono ricorrere a un intervento chirurgico per stabilizzare la sindesmosi, anche attraverso l’utilizzo di una vite.

Nel caso del centrocampista azzurro, il comunicato ufficiale riferisce che il calciatore ha già iniziato l’iter riabilitativo. Secondo lo specialista, l’assenza di instabilità potrebbe orientare verso una gestione non chirurgica, anche se la scelta dipende dalle valutazioni dello staff medico. La previsione circa i tempi di recupero sono quindi piuttosto lunghi: due mesi sempre rispettando la risposta alle terapie e dai progressi compiuti durante il recupero.