Qualche volta anche i numeri sono poesia e per Lorenzo Insigne quel numero 115 ha qualcosa di magico. Ora può superarlo, ma tanto basta per restare nel Napoli per sempre e il gesto che ne è seguito non ha bisogno di essere interpretato. Diversamente da Mertens che ha 4 anni in più, Lorenzo Insigne ha dovuto confrontarsi con il futuro ed ha scelto la strada più difficile e lontana da Napoli per non dover mai affrontare il suo passato come un nemico. Una parentesi in una terra lontana, tanti quattrini per poi tornare alle sue radici. Intanto il 115 è stato un momento di gloria personale che aspettava da un bel po’, ma ora sembra che tutto debba essere sbrigato in fretta come chi sta per chiudere casa. Per quel numero magico, anche la responsabilità di calciare un rigore con gli occhi che esprimevano ansia ansia ansia come il suo avvicinamento alla palla. Non era un rigore decisivo per la partita, ma lo era per se stesso perché ogni pallone che tocca sembra un saluto… 115 per inchinarsi a Diego.