La verità, semmai, è che il Napoli dipende da Insigne che accorre in ogni zona del campo, rischiando anche di sbagliare. Contro l’Udinese l’ennesima prova di sacrificio anche nei confronti di un arbitro che gli ha fischiato un fallo inesistente: ha sorriso, ricordando un’espressione manifestata e punita con un rosso stavolta solo pensato. Contro l’Udinese sapeva di dover dare una spinta in più e l’ha data aiutando i suoi compagni frenati dalla paura. Ha pure provato, sbagliando, da 35 metri ma si è pure trovato solo troppe volte a dover trattenere la palla non sapendo con chi dialogare in un disordine tattico che impera sovrano.