Lucien Favre: il tecnico del Nizza è un perfezionista come Maurizio Sarri

Domani sera il Napoli sarà impegnato in Inghilterra nella penultima amichevole del suo precampionato a Bournemouth.

L’urna di Nyon ha sancito nel frattempo il primo scontro ufficiale della stagione. Al San Paolo mercoledì 16 agosto gli azzurri affronteranno i francesi del Nizza.

Per conoscere meglio gli avversari, iniziamo un piccolo viaggio partendo dall’allenatore della squadra della Costa Azzurra.

Lucien FavreLucien Favre è svizzero, a novembre compirà 60 anni. Da giocatore ha ricoperto il ruolo di centrocampista offensivo. Era dotato di un buon piede, ma poi un grave infortunio al ginocchio nel 1985, quando giocava nel Servette, ne ha decretato di fatto la fine della carriera anche se riprenderà a giocare sino al 1991.

Passa dal campo alla panchina partendo dalle giovanili del Losanna. E’ una scelta dettata più dal non sapere cosa altro fare che da una volontà precisa. Rummenigge, però, che è stato suo compagno di stanza nei ritiri al Servette, racconta che Favre parlava continuamente di tattica.

Il tecnico svizzero poi dichiarerà: Ho cominciato con i più giovani per vedere se riuscivo a trasmettere le mie idee”.

Passa al settore giovanile del Neuchatel Xamax, dove fungerà anche da coordinatore di tutte le squadre facendo un’esperienza da dirigente.

Poi inizierà la sua vera carriera da allenatore, portando nella serie A svizzera (Superleague) l’Yverdon. Viene ingaggiato dal suo Servette e nel suo primo anno vince la Coppa di Svizzera arrivando agli ottavi di Coppa Uefa. Dopo l’esonero, l’anno seguente, approda allo Zurigo dove nel 2005 vincerà la Coppa di Svizzera e nei due anni seguenti il campionato svizzero. In quella squadra Lucien Favre ebbe a sua disposizione due future conoscenze del Napoli: Gokhan Inler e Blerim Dzemaili.

Proprio Dzemaili così si esprimerà, qualche anno dopo, parlando di Favre:

“Lucien per me è stato come un padre, quello che ho imparato con lui è stata la base per quello che ho conquistato fino ad ora”

Dopo Zurigo, Favre sarà il tecnico dell’Hertha Berlino per tre anni, nel secondo anno raggiungerà il 4°posto finale in classifica, e poi passerà al Borussia Monchengladbach dove resterà quasi sei stagioni con due qualificazioni in Champions, una volta ai preliminari persi contro la Dinamo Kiev ed una direttamente ai gironi.

Poi l’approdo al Nizza con il terzo posto in campionato nella scorsa stagione.

Alcune sue frasi ne delineano bene il personaggio: “Non conosco allenatori che siano Harry Potter”. Oppure:Non si può voler bene a tutti, soprattutto nel calcio”.

Megliodi tutto la sua personalità ed il suo credo calcistico è racchiuso in questa sua dichiarazione: “Non si tratta di avere giocatori che sanno fare tutto, ma di calciatori che sappiano interpretare il loro ruolo in tutti i sistemi di gioco”.

Favre è di fatto un perfezionista come Sarri. E’ noto per il lavorare a fondo sui suoi giocatori. Ama sperimentare nuovi metodi di allenamento e privilegia l’organizzazione di gioco. Ha anche il merito di aver lanciato molti giovani in prima squadra.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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