Contropiede Azzurro

Il caso Lukaku: confronto con la società

Un lungo weekend di relax per gli azzurri rimasti a Castel Volturno agli ordini di Cristian Stellini, prima di ritrovarsi martedì quando tornerà lo stesso allenatore del Napoli.

Ma intanto ha fatto rumore, nel silenzio, il rifiuto di Romelu Lukaku di tornare a Napoli dopo aver lasciato il ritiro della Nazionale. Che abbia deciso di seguire la riatletizzazione in Belgio ignorando gli accordi con il club azzurro, è stato percepito come un atto di protervia non gradito al Napoli e che avrebbe comportato nell’immediato una multa salata, ma anche la possibilità di metterlo fuori rosa qualora il belga non si presentasse martedì prossimo.

Poco conta il comunicato del dt del Belgio che spiegava le ragioni di Lukaku:  “Lukaku ha valutato attentamente cosa fosse meglio per il resto della sua stagione. Visti i voli e i trasporti necessari, ha logicamente concluso che non sarebbe stato ideale per lui continuare ad allenarsi con ritmo sostenuto. La buona notizia è che non ci sono problemi di salute. Si tratta piuttosto di capire come prepararsi al meglio negli ultimi mesi: sia per il finale di stagione con il Napoli che per i Mondiali. È stata una scelta difficile, ma ha preso la decisione. Sappiamo due cose: che Romelu conosce molto bene il suo corpo e che vuole davvero essere presente ai Mondiali”.

Uno sgarbo al suo mentore, alla società, ai tifosi e soprattutto al “gruppo”, ai suoi compagni, allo spogliatoio che è stata la vera unica forza di tanti guerrieri nei momenti più difficili dell’anno. Nelle ultime ore sembra tuttavia che lo scenario possa quanto meno distendersi: il dialogo non è stato interrotto e le prossime ore chiariranno il prossimo futuro. Resta la realtà che il belga voglia giocare il suo ultimo Mondiale, ma  dovrà dare il suo contributo alla società che gli ha concesso di indossare la maglia azzurra con un ingaggio di 7,7 milioni se vuol giocare in America: finisse fuori rosa difficilmente rientrerebbe nelle scelte di Garcia.