Mentre si fa la conta degli infortunati a tre giorni da una partita delicatissima con il Milan, Kostas Manolas è stato fermato all’aeroporto di Capodichino, destinazione Grecia. Il difensore, secondo quanto scrive l’edizione online del Corriere del Mezzogiorno, pare avesse con sé una ingente somma di danaro, tale da esigere i controlli di rito da parte dei militari della Guardia di Finanza che non hanno registrato irregolarità: dunque, nessuna sanzione, fine della storia e Manolas è arrivato in Grecia per motivi familiari con il permesso della società.
Resta però “il caso” che si spera possa essere risolto nel mercato di gennaio che potrebbe “liberare” il terzino dalla gabbia del Napoli. Da tempo è una voce fuori dal coro e l’episodio spiacevole occorso a Capodichino testimonia quel che tutti percepivano. In un gruppo affiatato che rema dalla stessa parte, Manolas si è tirato indietro più volte (dall’errore di sufficienza in Napoli-Juventus) non volendo entrare nell’atmosfera azzurra. Mai ha sostituito Albiol, né mai ha convinto accanto a Koulibaly. Tra problemi tattici e fisici, in tanti e soprattutto De Laurentiis, si saranno posto la domanda se 4 milioni di stipendio fossero giustificati.
Ed ora il viaggio in Grecia, magari urgentissimo, potrebbe comunque rappresentare uno schiaffo ai suoi compagni, ai tifosi, alla società e a Spalletti, forse per la seconda volta. Come si potrebbe far scendere in campo un giocatore di cui non aver fiducia?