Come una brutta parentesi che si chiude, il Napoli sembra tornato ai suoi livelli: il percorso è ancora da completare, ma la strada è quella. Allenatori di se stessi, i giocatori hanno cercato e trovato il proprio ruolo negando al Benevento di entrare in partita. Buona prova della linea difensiva, buona prova di Bakayoko che potrà dare di più, buona prova dei piccoletti che si intrufolano in area mandando al manicomio i giallorossi che restano rintanati, cercando di far muro ma non riuscendo a ripartire.
Il ritorno di Dries Mertens è decisivo ma lo si era capito già nell’ultima frazione di gioco contro il Granada che il Napoli cercava nel suo passato la scossa giusta, e con Dries Mertens, anche il ritorno di Faouzi Ghoulam che cerca di tracciare una nuova catena di sinistra con continue sovrapposizioni con Insigne passando per Zielinski.
Gattuso, finora, distratto dalla ricerca di moduli e sperimenti, aveva dimenticato l’algerino, come aveva dimenticato Rrahmani che sembra aver trovato il ritmo giusto e una buona intesa con Koulibaly. Contro il Benevento si son rivisti i cross, i cambi di gioco per aprire la saracinesca dei sanniti. C’è voluta una buona mezz’ora, come prova generale prima che il folletto mettese in rete come uno scugnizzo che la fa franca: si rivedevano i vecchi amici che volevano divertirsi con quella palla magica senza veleno ma con il gioco.
Azzardata però la mossa di tenere in campo Ghoulam e Mertens per 80 minuti e anche non cambiare Koulibaly già ammonito da Abisso che ha diretto bene dimenticando però di sventolare il giallo a Foulon, per 3 interventi consecutivi. Inezie, Koulibaly riposerà nel turno infrasettimanale e sarà pronto per le prossime sfide. Ora il Napoli è in salita nella speranza di raggiungere la vetta, ma il rischio, dopo l’esclusione dall’Europa League è stato che la strada fosse in discesa, anzi in picchiata