Messi vs Ronaldo come Federer vs Nadal: rivalità tra fenomeni che fanno bene allo sport

Lionel vs Cristiano, Roger vs Rafa. Rivalità tra fuoriclasse di sport diversi, certo, e molto diversi tra loro, uno di squadra e l’altro individuale, ma che analizzate in profondità risultano avere più punti in comune di quanto possa a prima vista sembrare. I dualismi in questione, infatti, tanto nel calcio quanto nel tennis vanno al di là degli atleti che ad essi danno vita, e riportano ad un interrogativo che da sempre divide gli appassionati di qualsiasi sport: è da preferire il talento puro, la classe innata, il genio, o l’atleta a tutto tondo, la forza, il carisma di chi va ogni giorno oltre i propri limiti attraverso il carattere ?

Messi, come Federer, è talento puro, classe e fantasia, magia quasi aliena di chi è nato con un dono fuori dal comune assegnatogli dal cielo. Il sinistro dell’argentino ha l’eleganza del rovescio di King Roger, i suoi dribbling la naturalezza del dritto dell’elvetico, lo stop di palla il tocco vellutato delle voleè. E Lionel, così come il tennista svizzero, ha visto la propria carriera partire con la responsabilità di un’eredità pesante sulle spalle. Messi al Barca è cresciuto sotto l’ala protettiva di Ronaldinho, probabilmente il più amato e talentuoso giocatore dei primissimi anni 2000, profeta del Joga Bonito e della ginga brasileira, con cui ha condiviso quattro stagioni in Catalogna prima che il verdeoro, in partenza per Milano sponda rossonera, gli cedesse la “Dieci” ed il ruolo di stella assoluta della squadra. Federer, dal canto suo, nel 2001 è simbolicamente succeduto al re del tennis su superfici rapide degli anni ’90, Pete Sampras, battendolo sull’erba di Wimbledon in ottavi di finale. Prima di allora, l’americano aveva trionfato ai Championships in ben sette occasioni; da quel giorno ad oggi Roger vi è riuscito una volta in più, superando così un record che pareva irraggiungibile da qualsiasi essere umano.

Cristiano è invece senza dubbio più vicino a Nadal per vari profili. Innanzitutto la terra d’origine, che nel caso di entrambi è un’isola (Madeira per CR7, Maiorca per Rafa) dalla quale i due atleti sono partiti per conquistare il mondo. Entrambi sono esplosi a diciotto anni, età in cui il portoghese si trasferì al Manchester United di Ferguson dopo aver fatto innamorare futuri compagni di squadra e tifosi in una famosa amichevole tra Red Devils e Sporting Lisbona disputata all’Alvalade, e Rafa alzò per la prima volta la Coppa dei Moschettieri sul Centrale del Roland Garros, cosa che gli sarebbe capitata poi in altre dieci domeniche di inizio giugno negli anni seguenti. Sia Nadal che Cristiano, inoltre, pur essendo dotati anche loro di classe e doti tecniche assolutamente fuori dal comune, hanno sempre basato tanto del loro successo sull’atletismo e sulla potenza fisica, passando ore ed ore ogni giorno sui campi d’allenamento. << Se non mi alleno per un giorno me ne accorgo solo io, ma se non mi alleno per due se ne accorgono tutti >> pare fosse solito dire il giovane Ronaldo, e lo stesso si può immaginare valesse per Rafa,  destrorso di indole ma tennisticamente impostato fin da piccolo come mancino dallo zio Toni per sfruttare tutti i vantaggi che l’uso della mano sinistra dà sulla diagonale del dritto e in generale nell’aprirsi gli angoli nei confronti degli avversari. Il dritto anomalo di Nadal, d’altra parte, è un po’ come i potenti destri di CR7, ed il furore agonistico con cui il maiorchino colpisce ogni smash a rete è pari a quello che il portoghese mette nel saltare ad altezze solo immaginabili per i suoi compagni e staccare di testa.

Rafa, come il giocatore del Real, squadra di cui tra l’altro il re della terra rossa è tifosissimo, nonostante lo zio Miguel Angel sia stato una bandiera del Barcellona a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, è riuscito a vincere in contesti diversi: tanto con più club che con la Nazionale Cristiano, tanto sul rosso (ovviamente in misura maggiore) che sulle superfici rapide lo spagnolo. Federer dal canto suo sulla terra ha vinto decisamente meno che sul veloce, una sola volta campione a Parigi, nel 2009, così come Messi al di fuori della realtà blaugrana non ha arricchito il suo palmares come forse avrebbe potuto, ma sul proprio terreno preferito di caccia, erba e cemento, è stato per intere stagioni praticamente ingiocabile (8 Wimbledon, 6 Australian Open e 5 US Open), così come la Pulce ogni qualvolta ha indossato la camiseta del Barca ha regalato numeri e gol senza sosta ai suoi ammiratori.

Entrambe le rivalità, come non potrebbe essere altrimenti, sono difficilmente risolvibili in favore dell’uno o dell’altro pretendente; certo, ognuno nel suo cuore propende per l’uno piuttosto che per l’altro, a seconda che preferisca sostenere le ragioni del talento innato, quasi sovrannaturale, oppure quelle dell’uomo che si eleva pressappoco al livello di una divinità attraverso sudore ed abnegazione, ma i numeri, che non mentono mai, in entrambi i casi raccontano di sfide meravigliose in cui non c’è mai nulla di scontato e di pronosticabile. Roger e Rafa si sono incontrati per ben 38 volte nel circiuto ATP di singolo; il bilancio è di 23 successi a 15 per il maiorchino, che soprattutto nei primi anni della sua carriera è stato l’unico a riuscire nell’impresa di farsi soffrire dallo svizzero anche dal punto di vista psicologico, ma Federer conduce nello score degli Slam vinti per 20 a 17. I due, che si stanno alternando da mesi in vetta alla classifica mondiale nonostante abbiano entrambi ormai superato abbondantemente i trent’anni, hanno dato vita nel corso dell’ultimo quindicennio a match entrati di diritto nella storia del tennis, come la finale di Roma 2006 vinta da Rafa al quinto set, la finale di Wimbledon del 2008, anch’essa aggiudicata dallo spagnolo al parziale decisivo, e la semifinale in Australia dello scorso anno, che segnò a tutti gli effetti il ritorno di Federer ai massimi livelli, dopo che l’elvetico sembrava orientato ad appendere la racchetta al chiodo.

Anche tra Messi e Ronaldo, d’altronde, le statistiche non danno possibilità di assegnare sulla base di esse la palma di migliore del mondo. Entrambi i fuoriclasse hanno vinto per ben 5 volte il Pallone d’oro; la Pulce ha trionfato in 9 occasioni nella Liga, in 4 in Champions League ed in altrettante nel Mondiale per Club, oltre ad aggiudicarsi un numero spropositato di Coppe Nazionali, come anche Ronaldo. Quest’ultimo ha invece vinto ben 5 Coppe dei Campioni, di cui le ultime tre consecutive, e 5 Mondiali per Club, e si è laureato in 3 occasioni campione d’Inghilterra ed in 2 di Spagna, nonchè, nel 2016, Campione d’Europa col suo Portogallo.

Al di là di ogni possibile preferenza e valutazione personale, insomma, le rivalità Cristiano vs Messi e Federer vs Nadal hanno animato e continuano ad animare il calcio ed il tennis di questi anni, e considerando lo spettacolo che assicurano ogni qualvolta questi superatleti mettono piede in campo, non si può non riconoscere che facciano il bene assoluto di questi sport.

Bruno Marchionibus

Bruno Marchionibus
Informazioni su Bruno Marchionibus 955 Articoli
Giornalista

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*