METEO NAPOLI: È BURRASCA

Si prevede ancora qualche nuvola, poi tornerà a splendere il sole.

E se provassimo a stringerci attorno alla squadra e a Benitez? E se provassimo a guardare in casa nostra pensando che siamo dei privilegiati? E se provassimo a dire Forza Napoli con i fatti? E se provassimo a tifare seriamente? Diciamocela tutta: Higuain & compagni hanno iniziato male il campionato, figlio dei Mondiali e figlio di quella disgraziata partita col Bilbao, ma anche i tifosi hanno iniziato a contestare a proposito e a sproposito, disertando il San Paolo troppo spesso vuoto o semivuoto. Che ci vuole a esultare dopo un gol del Pipita o di Hamsik: ma pure quando si vince c’è un braccino corto di entusiasmo evidente solo in poche occasioni. Eppure, a sentir parlare alcuni tifosi nei distinti o nella Nisida, vengono i brividi: tanti occasionali pronti a fischiare senza capire nulla. Eh, sì! Dopo la sconfitta a Verona, un tiro al bersaglio e tutti, ma proprio tutti a sostenere la stessa verità: Higuain doveva giocare. Callejon doveva giocare. Maggio doveva giocare. L’unico a non conoscere la verità di Pulcinella era Benitez. E così negli studi Rai e negli studi di Sky sport il gioco con le freccette avvelenate è riuscito alla grande.

Tardelli: “Questo Napoli non diverte”.

Ivan Zazzaroni: “Benitez ragiona come un allenatore che va via e qualcosa deve pur vincere”.

Mondonico: “Come si può lasciare in panchina un giocatore come Higuain? Gli altri giocatori si sentono riserve”.

Massimo Mauro: ”Lasciare Higuain in panchina? E’ come Dire che Maradona sta in panchina. La mentalità la costruiscono società e allenatore: nella Juve, Agnelli e Conte, mentre Allegri la sta mantenendo perché l’ha vissuta nel Milan. Da questo punto di vista il Napoli latita. Io, al posto di De Laurentiis, il prossimo anno, cambierei allenatore dato che Benitez non si è integrato bene con la città e con l’ambiente calcio che si vive a Napoli”.

Parole in libertà per le quali si percepisce un lauto guadagno; e più c’è aria di crisi più c’è da fregarsi le mani, democraticamente, con tutte le società, salvo ad arrivare al senso di pietà (vedi Parma). Audience e null’altro. Il Napoli tira, eppure “se sei bello ti tirano le pietre, sei brutto e ti tirano le pietre: Qualunque cosa fai…”. E negli studi sport di Napoli? La musica non cambia, anzi facciamo di più. Ora che il Napoli stia vivendo un momento di crisi è innegabile, ma un tifoso vero vorrebbe innanzitutto arrabbiarsi serenamente senza parole, e poi vorrebbe guardare avanti, temere, sperare. E vorrebbe sentire critiche costruttive di chi conosce il calcio e spieghi azioni ed errori. Invece si deve fare spettacolo e chi come Maurizio De Giovanni si arrabbia scrivendo sul “Mattino” quel che pensa, viene messo alla porta. C’è qualcuno che si è preso la briga di contare quanti tifosi abbassano l’audio per non sentire la telecronaca?

Guardiamo avanti soprattutto dopo la vittoria della Lazio, della Fiorentina e della Samp: dopo la Juve che va per la sua strada, c’è la Roma (50), la Lazio (49) il Napoli (46) la Fiorentina (45) la Sampdoria (45) e gli azzurri hanno un percorso difficile che li costringe ancora a giocare ogni tre giorni: Mosca, Atalanta, sosta e poi Roma, Lazio, Fiorentina. Da brividi, ma tutto sta a superare il momento di crisi come a fine anno. Poi Doha e il momento di gloria. Che Benitez resti o torni in Inghilterra per guidare il Manchester City, poco importa. Il Napoli è dei tifosi ed ora bisogna stringersi attorno alla squadra.

Diana Miraglia

 

 

Diana Miraglia
Informazioni su Diana Miraglia 1998 Articoli
Giornalista

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*