Nuove ombre sul mondo del calcio con la puntata di Report andata in onda lunedì scorso su Rai 3. Un servizio preciso e dettagliato che, passando allo scandaglio il ruolo dei procuratori, ha messo in luce una serie di manovre poco convenzionali – e molto spregiudicate – evidenziando alcune stranezze sull’asse Bonucci–Kulusevsky, sugli acquisti di Muriqi e Veretout, e sui contratti dei giovani Scamacca e Rovella.
Tra gli agenti più famosi, dunque, emerge la figura di Mino Raiola, uno degli uomini più influenti del calcio mondiale. Nella sua scuderia ci sono campioni come Zlatan Ibrahimovic, Paul Pobga, Mario Balotelli, Marco Verratti, Henrikh Mkhitarian, Matthijs de Ligt e Kostas Manolas, ma anche grandi promesse come Gigio Donnarumma – appena piazzato al PSG – e Moise Kean. Inserito addirittura da Forbes tra i primi quattro procuratori sportivi più potenti al mondo, Raiola non ha voluto alcun contatto con i giornalisti di Report e, anzi, a seguito di alcune evidenze poco chiare su questioni fiscali ha addirittura proceduto ad una querela.
Nonostante la scuderia piena di cavalli di razza, il grosso potere acquisito negli anni e gli enormi guadagni frutto di doppie commissioni – che inizialmente si ottenevano solo dalla vendita dei calciatori ma oggi a spese delle società ci sono anche quelle inserite nei contratti stipulati – Mino Raiola non sempre ha incontrato calciatori accondiscendenti.
Il primo a dargli del filo da torcere fu il capitano del Napoli Marek Hamsik. Galeotte furono le dichiarazioni del procuratore che, alla vigilia della sfida di Champions contro il Bayern, affermò senza peli sulla lingua che allo slovacco la piazza di Napoli “stava stretta”. Hamsik andò su tutte le furie e la conseguenza fu il suo licenziamento in tronco. Ma Raiola ha avuto il benservito anche da Lukaku: nell’aprile 2018, quando, stufo delle continue incomprensioni tra il suo agente e i vertici del Manchester United, il belga decise di affidare la propria procura all’agenzia di proprietà del rapper americano Jay-Z. Ultimo caso degno di nota è quello di Lorenzo Insigne: non tutti ricordano che Raiola è stato scaricato dal capitano del Napoli, dopo circa due anni di gestione dei suoi interessi – e forti tentativi di quest’ultimo per portarlo in una nuova squadra – con un epilogo che alla fine aveva spianato la strada all’ultimo rinnovo in azzurro di Insigne. Un rinnovo che ci si augura possa essere da preludio ad un ulteriore rinnovo – questa volta a vita – dell’ex scugnizzo di Frattamaggiore, anche se al momento le parti, nonostante un procuratore diverso, sembrano lontane.